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Genova, 10 anni dopo

Dieci anni dopo, Genova torna in piazza per ricordare. La voce che aveva quei giorni. Genova torna nelle strade, che avevano le vetrine devastate e i bancomat divelti. Torna nelle piazze trasformate in barricate e nei viali divenuti campi di battaglia. Torna a piazza Alimonda, dove dieci anni fa un ragazzo – con in mano un estintore – cadeva sotto il colpo della pistola di un poliziotto. Dieci anni dopo quel G8, con le proteste,  le zone rosse- i no global, i black bloc, e poi i manganelli, i pestaggi, le irruzioni, e infine la notte della Diaz e il girone di Bolzaneto– dieci anni dopo quelli che per tutti sono “i fatti di Genova”, la città torna in strada. Per costruire una memoria. Comune, dopo la ferita – condivisa. Per chiedere ancora giustizia. E perché associazioni come Amnesty non debbano più scrivere che sono “una macchia intollerabile nella storia dei diritti umani”  le impunità per le violazioni commmesse durante il G8 di Genova dalle forze di polizia.

“Perché se ci furono devastazioni e violenze da fermare, condannare e punire- commenta oggi Enrico Zucca, il magistrato genovese che più di tutti ha tenuto le fila dei tanti processi partiti dopo il G8- mai si possono mettere sullo stesso piano delle violenze dei poliziotti”. Dieci anni dopo, Zucca (qui un breve audio, anticipazione dell’intervista a Radio 24) – nel frattempo passato alla Procura Generale- riparte da qui. Dal giudizio di Amnesty, da quello della Corte di Strasburgo e dai processi che- dice- rischiano di finire tutti in un nulla difatto.

Per rivedere “i fatti di Genova” dieci anni dopo, le prospettive potrebbero essere tante. E ciascuna restituirebbe uno sguardo differente. Per questo decimo anniversario, anche per le vicende giudiziarie ancora in corso, in Storiacce ci sarà la riflessione su quelle violenze contestate ai poliziotti. Perché se ne è tornato a parlare dopo gli scontri dell’anno scorso a Roma dei cortei universitari. Ed è un fantasma spesso evocato. Anche perché- dice Zucca in quest’intervista a Storiacce – “la polizia non ha ancora guardato dentro se stessa. Ma la cura della ferita può esserci solo se si ha la coscienza della malattia.

La lunga intervista andrà in onda in parte mercoledì 20, alle 13.15 all’interno di “Italia in Controluce” e poi sabato 23, nel giorno del corteo a Genova, alle 13.15 in Storiacce. Voi cosa ricordate di Genova, 10 anni dopo?

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