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Il gioco della “Sedia a sdraio”

Se d’estate, in riva al mare, volete solo lasciarvi cuocere dal sole e marinare dall’andirivieni delle onde. Se l’unico movimento che riuscite a concepire sotto l’ombrellone è l’ondulazione del polso, per girare le pagine. Se però ugualmente vorreste “far qualcosa”. Oltre a zittire quelli che a destra raccontano mirabilia, gli altri che a sinistra si commiserano delle disgrazie dell’inverno e caso mai spegnere pure la musica del bar. Se insomma l’unica compagnia che davvero desiderate, in certi momenti della vacanza, è quella col vostro relax, allora “Sedia a sdraio” è il libro per voi. Come lo è stato per me. Con tutta la sua successione di “giochi impensati per svagare la mente”, come recita il sottotitolo dell’ultima fatica, o meglio divertissement, di Stefano Bartezzaghi, lo scrittore-enigmista che i lettori di Storiacce-blog conoscono bene. Scopriamo così come riuscire ad arrotolare e srotolare le parole, come si fa con uno yo-yo, seguendo il magico ritmo delle onde, capace di portare via tutti i detriti dei mesi freddi. Scopriamo che, restando immobili come lucertole al sole, ci si può allenare a giocare a bocce o diventare campioni di un ping-pong mentale, che vi salverà l’umore e il relax se – malauguratamente per voi- vi trovaste nel clamore di un lido affollato. Caso mai di famiglie. Nell’ora di punta. Il gioco, come per magia, saprà trasformare le moleste conversazioni, come pure le sonore invocazioni, in una partita, a cui voi assistete da arbitri: gli accenti assegnano i punti alle due squadre. Quando la frase spinge sulla ì, allora vince Ping. Quando prevale la o, Pong. Voi, in ogni caso, vi sarete aggiudicati il trofeo im-pensato. Uscendo indenni dal rischio mal di testa. Ma di pagina in pagina, mentre il sole dolcemente si abbassa, vi sarete fatti guidare da Simonide negli esercizi di mnemotecnica o avrete creato rime e versi, giocherellando col nome del vostro posto di vacanze. E avrete scoperto anche come liberarvi di quelle “canzoni-martello, -scalpello, -rovello, che si ficcano in testa e non si riescono più a zittire, neppure se non piacciono. Anzi, specialmente se non ci piacciono”. Come? Lo scoprirete a metà della vostra “Sedia a Sdraio”. E ringrazierete Bartezzaghi, per avervi impedito nella stagione dei tormentoni- di diventare dei tormentati. Ma bisogna leggere attentamente le istruzioni. E le avvertenze.

Ps. Se è l’ideale per chi d’estate – come la sottoscritta- si trasforma in “lucertola al sole”, “Sedia a sdraio” è un ottimo antidoto contro i sintomi da stress, anche per chi è in coda nel traffico, per chi vuole isolarsi dalla confusione della metropolitana, per gli insonni e i solitari. E per chi, vuole essere ogni estate un campione di bocce, e per questo “si allena mentalmente”.

Pps. Contravvenendo al titolo, io- in realtà- ho “giocato” su un lettino, davanti al mare. Direi che funziona anche del tutto sdrai-ati. Appunto. Buone vacanze a tutti voi! Raccontate, se vi va, come vi state liberando delle Storiacce dell’inverno!