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Le cene di Ruby

Ora che la città è vuota e nel parco dietro al Tribunale, l’unico rumore arriva dal pic-nic di una famiglia filippina, tutto sembra essersi liquefatto al sole d’ agosto. E Milano sembra “solo” una città,  svuotata dalle ferie, ma non troppo per via della crisi. Ora che c’ è silenzio e luce, perfino nel vialone dei negozi o davanti alle insegne della movida, Milano è solo una -polis. Non più la Tangento-poli ricorrente, nè la Valletto-poli, che non dorme mai. E nemmeno quell’ “Onni-poli”, che tutto inghiotte, secondo l’ ultima definizione di un cronista che da anni la attraversa, Piero Colaprico, inviato di Repubblica e scrittore. Ed è forse ora, nel silenzio e nella luce, che meglio si entra nel labirinto di uno dei più incredibili gialli degli ultimi tempi. Dove le ragazzine “malate di tv” finiscono nei sotterranei della villa del presidente del Consiglio, dove si passa dalla polvere dei tappeti venduti in un mercatino siciliano al luccichio di gioielli preziosi. Come dai poster di una comunitá per minori, ai letti morbidi degli alberghi a cinque stelle. L’ estate é la stagione dei gialli sotto l’ ombrellone. E da questo, “Le cene eleganti”-Feltrinelli, scritto dall’ erede di Scerbanenco – non riuscirete a staccarvi, proprio ora che l’ Italia fa i conti con le conseguenze della crisi. E degli sprechi. Vi avvincerà questa storia italiana, che ha fatto il giro del mondo, illuminando a giorno le atmosfere patinate dei Trimalcioni del jet set, gli intrighi dei palazzi e le debolezze dei potenti. La storia di Karima, che volle farsi chiamare Ruby per nome e Cuore per cognome, è anche la storia del processo che più preoccupa il premier,  Silvio Berlusconi. Perché sono soprattutto sue le “cene eleganti” raccontate pagina dopo pagina. E c’ é molto dell’ inchiesta giudiziaria – divenuta un processo – nel libro: i suoi protagonisti, le comparse, le inquadrature, i costumi e le luci- come in un kolossal da neo realismo dei giorni nostri. Ma quello che c’ é ancor di più è la parabola di una “minorenne adultizzata”, approdata in una realtà notturna fino ad ora abbozzatta, sussurrata, sospettata e talvolta anche denunciata. Ma mai prima del caso Ruby, così profondamente sviscerata. E illuminata, nelle stanze più segrete-come il sotterraneo di Villa San Martino- o la baracca di un ambulante marocchino, che si dispera per questa figlia che scappa e viene ritrovata “in case chiuse: come altro definirle?”, come mi risposero la prima volta agenti e amministratori di Letojanni, il paesino dove vivono i suoi. E come Ruby sono giovanissime “randagie” molte altre sinuose comparse di queste cene. Tutte- probabilmente – “malate di tv”, secondo l’efficace diagnosi del padre dell’ormai celebre ragazzina, in una delle sue ripetute denunce (padre che lei continuerá ad accusare-anche in tv-di averle versato addosso una pentola di olio, perchè voleva convertirsi al cattolicesimo (le guerre di religione sono sempre di moda): aveva invece pochissimi anni, Ruby- racconta Colaprico- quando si fece quella cicatrice che esibisce). E allora davanti a questa storia, che neanche un fervido romanziere o un navigato cronista avrebbe forse mai partorito con così tanti eccessi, bisogna ritornare nelle stanze di quella prima comunità per ragazze – la Cirs di Messina –  da cui l’ irrequieta Ruby scappò. “Alla fine, è tutta una questione di sogni. E di poster, appesi al muro”, mi raccontò la direttrice, Maria Celeste Celi, quando il caso scoppiò. Poster, come quelli degli attori protagonisti della serie tv dei Carabinieri, incollati sulle pareti di quelle stanzone. “Ecco perchè Ruby diceva di voler fare il carabiniere”, racconta la direttrice. Che nei giorni della tempesta, quando quello di Karima- alias Ruby Rubacuori- era il nome più ascoltato sui tg e più letto sulle riviste,  volle proporre alle sue ragazze un’altra idea di sogno. Non l’ inesistente pretty woman, ma la ragazza madre, in difficoltà, che arriva ai fiori d’ arancio col suo fidanzato panettiere. Un sogno, che resiste anche sotto il sole d’ agosto. E non passa attraverso “cene eleganti”.

Seguendo invece le avventure “incredibili” di Ruby, Colaprico ci porta tra i veterani della Questura, negli armadi delle ragazze-immagine, durante le liti tra giovanissime escort e poi direttamente durante gli interrogatori dei magistrati. Ci fa vedere Ruby faccia a faccia con un’altra donna- Ilda Boccassini, il magistrato che fa paura ai boss di mafia. Ma ci mostra anche le facce di una Milano, spesso sconosciuta, ma capace di offrire soccorso alle ragazze, nei servizi della clinica Mangiagalli, e tutela ai minori. E tutto, col ritmo di un avvincente di un giallo. Una Storiaccia dei nostri tempi.