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Pollica, un anno dopo il delitto del sindaco Vassallo

Un anno dopo, non c’ é più il clamore. Ma restano le domande. E il dolore. Un anno dopo, l’acqua è trasparente come sempre, ma sospetti e timori intorbidiscono alcuni rapporti. Un anno dopo, ci sono delle piste, ma mancano ancora delle certezze sul delitto di Angelo Vassallo.
Dodici mesi fa, veniva ucciso il sindaco di Pollica, perla del Cilento. E il rombo di quegli spari, in una calda notte di fine estate, accese le luci su questo lembo di terra campana, rispettata e conservata, protetta da abusivismo, speculazioni e affarismi. Amata e tramandata. Ancora autentica, come il sapore semplice dei suoi frutti. E questo anche grazie al sindaco, che si impose con i suoi no alle costruzioni selvagge, all’utilizzo di ogni metro di terra o di sabbia e che contribuì in prima persona a controllare il territorio. Proprio come si fa con la propria casa. Chi ha ucciso il sindaco, che lottava per la legalita?
Un anno dopo, ancora non c’ è una risposta certa. E la vedova Vassallo, come tutto il paese, continua ad invocare “giustizia”. Gli indizi ultimi potrebbero collegare quell’omicidio all’arresto di una vigilessa-a giugno-a Roma, accusata della morte di due spacciatori. Insieme col compagno. Pare avesse litigato con Vassallo, per l’autorizzazione negata per uno stabilimento balneare. La perizia balistica però ancora non ha dato conferme-o meno- sulla possibilità di affiancare i proiettili di Acciaroli/Pollica a quelli sparati nell hinterland romano. E’ un’indagine delicata, questa. E i magistrati della DDa di Salerno, guidati da Franco Roberti, lo sanno bene. E in questo anno, hanno percorso e attraversato ogni strada.
Nel frattempo, nel primo anniversario, in attesa di svolte non c’ è odio, nè desiderio di vendetta nelle parole della famiglia Vassallo o del paese. Ci sono riflessioni composte, miste ad amarezza. Come quella che l’attuale primo cittadino di Pollica, già amico e vice di Vassallo, mi confidò un paio di mesi fa in un’intervista. L’amarezza che tutto venga “utilizzato e strumentalizzato dalla politica”. CosI dopo i proclami dell’anno scorso, durante i funerali, ora “l unica cosa che abbiamo ottenuto-sorride sarcastico- è che il festival della dieta mediterranea intitolato a Vassallo è stato trasferito a Lampedusa”. Tre mesi fa, l’emergenza e l’attenzione di tutti era lI, mentre arrivavano i profughi dal Nord Africa e i residenti protestavano per le ricadute sul turismo.
“Solo giustizia e risposte”, invece, ha invocato la vedova Vassallo, che continua la sua vita in un “paese che non è cambiato-ci racconta-dove la gente continua ad avere le porte aperte e le strade pulite”. Ma vuole capire.

Ps L’intervista alla vedova Vassallo e all’attuale sindaco di Pollica in “Italia in Controluce” di giugno.

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