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11 settembre: la paura e la memoria

10 anni dopo, lo sconcerto è lo stesso. Quel misto di incredulità, orrore ma anche enormità. 10 anni dopo, anche se le abbiamo viste e riviste, analizzate, osservate e scrutate a ripetizione, le scene dell’attacco alle Torri Gemelle restano l’immagine più drammaticamente spettacolare dei nostri tempi. E ogni quel che si compone davanti al nostro sguardo è “l’ impensabile”-come titolò a lettere cubitali uno dei quotidiani americani. Una carrellata di prime pagine sul giorno “che ha cambiato il mondo”, come ripetono enfaticamente tutti oggi, introduce a Milano nella mostra fotografica sull’ 11 settembre, a Palazzo Reale.
10 anni fa, ebbi paura. Lo ricordo bene. Come alla maggior parte degli italiani, quella sequenza incredibile di immagini entrò nella serenità del primo aereo che si schianta sul grattacielo, poi del secondo, quindi il crollo, la pol

10 anni dopo, lo sconcerto è lo stesso. Quel misto di incredulità, orrore ma anche enormità. 10 anni dopo, anche se le abbiamo viste e riviste, analizzate, osservate e scrutate a ripetizione, le scene dell’attacco alle Torri Gemelle restano l’immagine più drammaticamente spettacolare dei nostri tempi. E ogni quel che si compone davanti al nostro sguardo è “l’ impensabile”-come titolò a lettere cubitali uno dei quotidiani americani. Una carrellata di prime pagine sul giorno “che ha cambiato il mondo”, come ripetono enfaticamente tutti oggi, introduce a Milano nella mostra fotografica sull 11 settembre.

10 anni fa, ebbi paura. Lo ricordo bene. Come per la maggior parte degli italiani, quella sequenza incredibile di immagini irruppe nel silenzio del dopo pranzo. Di una giornata ancora di vacanza. Il primo aereo che si schianta sul grattacielo, poi il secondo, quindi il crollo, il fuoco, la polvere. I corpi lanciati nel vuoto. Pensai: “sta scoppiando la Terza Guerra Mondiale”. E mi sembrava assurdo, incredibile, impossibile. Stupido. Ero a casa dei miei genitori – sul divano del soggiorno, la stanza che accoglie come un abbraccio chi la vive. E quelle immagini mi sembravano mettere in pericolo tutto. Pensai che i racconti sulle guerre potessero non appartenere più alla Storia- con la sua distanza- ma entrare violentemente nelle nostre vite. Ed ebbi paura. Come quando avevo visto le scene anni prima dei bombardamenti in Iraq.

L’11 settembre, però, è anche un mio quasi personale anniversario. Due giorni dopo, infatti, avrei ufficialmente cominciato a lavorare per Radio 24, assunta. Ero stata lì già a luglio, per uno stage, nel pieno del G8 di Genova.. Allora, entravo ufficialmente nella squadra: ero molto giovane e felice di cominciare a lavorare davvero.  E da subito- fui catapultata nel grande racconto dell’11 settembre e di tutto ciò che sarebbe cambiato quel giorno. 10 anni dopo, tutto il mondo è cambiato. E anche la mia vita ha avuto numerose giravolte.

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