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In viaggio sulla Milano-Serravalle

Un’autostrada. Un’operazione finanziaria, uno scontro politico bipartisan. E ora, un intreccio di inchieste.

Per chi abita sotto al Duomo, il casello di Serravalle Scrivia sa già un po’ di Liguria e di mare. Da un pò di tempo a questa parte, però, la A7 è soprattutto sinonimo di una controversa acquisizione. E di un’accusa che dalla provincia meneghina rischia di gettare ombre fino a Roma. Corre infatti lungo la Milano-Serravalle una delle più spinose vicende contestate a Filippo Penati, che portò la provincia lombarda – sotto la sua guida- ad avere il 52% dell’autostrada. Al costo di 240 milioni. Anche se Provincia e Comune, insieme, raggiungevano comunque già la maggioranza. E’ anche per questo che il dubbio e il sospetto degli inquirenti è uno: c’è una tangente dietro l’acquisto di quelle quote?

“Se si scoprissero logiche affaristiche, farei fatica a restare nel Pd. Se Penati sarà rinviato a giudizio, leggerò con attenzione le carte e poi prenderò le mie decisioni”. Gerardo D’Ambrosio, già capo della procura di Milano, ora senatore del Pd, segue con precisione e preoccupazione tutti gli sviluppi dell’inchiesta di Monza. Anche perché anche lui si rivolse, anni or sono, l’ex sindaco meneghini, Gabriele Albertini, sventolando sospetti di irregolarità dietro quell’acquisto da parte della Provincia. E lui gli sugerì di sporgere denuncia. “Mi semrbava un’operazione strana, e c’erano dei meccanismi- racconta – che mi richiamavano quelli trovati mentre indagavo sul caso Calvi. Anche lì erano state comprate azioni- a prezzo alto- quando c’era di fatto una maggioranza”.

La storia della Milano-Serravalle è la storia di un’inchiesta che lambisce in quello stesso 2005 anche un’altra grande operazione finanziaria, come la scalata Unipol-Bnl, da parte del mondo delle cooperative allora guida da Giovanni Consorte. Punto di contatto, Marcellino Gavio, il re delle autostrade, l’imprenditore di Alessandria morto nel 2009.  “Fregnacce”, taglia a corto l’ingegnere ex numero uno di viale Stalingrado. Tra poco, all’interno di “Italia in Controluce” (13.30 su Radio 24), sono in autostrada lungo la A7, tra inchieste, sospette tangenti e polemiche.

Di sicuro, però, in viaggio sulla Milano-Serravalle, per il Pd lombardo per ora è ancora lontano il Monte Turchino. Che una volta scavallato apre a chi arriva dal traffico meneghino l’aria del mare. Come canta Ivano Fossati:  “sin da Pavia si pensa al mare, sin da Alessandria si sente il mare…”