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Parma, il sindaco lascia

Parma aveva divorziato da lui, già tre mesi fa. E lui- dopo gli arresti, i ripetuti scandali e le rumorose proteste, alla fine si è dimesso. “Lascio per ridare serenità alla città”, scrive Pietro Vignali, in una lettera aperta firmata 48 ore dopo l’ultimo ciclone giudiziario, che ha portato in carcere- stavolta- anche un suo assessore. E questo “politicamente fa la differenza”, nota l’ormai ex primo cittadino, con riferimento alle altre indagini che avevano già coinvolto dirigenti, funzionari e vigili. 15 in totale le persone arrestate in questi tre mesi, scanditi da proteste a suon di pentole, ma anche di monetine lanciate contro il portico del Grano, sede del Municipio. I cosiddetti indignados hanno ripetutamente invocato le sue dimissioni, ma lui- Vignali- unico sindaco di centrodestra nella rossa Emilia, è rimasto fermo sulla sua linea della Resistenza. “Perché bisognava portare a termine opere fondamentali”, spiega ora, dopo aver detto addio alla città, un anno prima della fine del mandato e prima che il bilancio arrivasse in Consiglio Comunale. Lascia 600 milioni di debito (delle società partecipate) e altre inchieste ancora aperte, sulle società partecipate e le assunzioni fatte in Comune.

ps Domattina- alle 6.30- intervista anche all’ex sindaco di Parma, Elvio Ubaldi, che aveva voluto Vignali alla sua successione. E il capogruppo del Pd, Giorgio Pagliari. Ma ai debiti del Comune e alle inchieste per tangenti sarà dedicata anche la puntata di questa settimana di “A Ciascuno il Suo”- sabato 8.30/domenica 20.30