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Parma, le tangenti rompono il “gioiellino”

Parma- Il gioiellino si è rotto. E Parma si prepara ad archiviare l’ unica amministrazione di centrodestra nella rossa Emilia, dopo aver già visto sfumare un altro pezzo di sogno e di identità. Quella di una città che si credeva modello e si è riscoperta invece centro di diffuso malaffare.

“Piano piano, i lavori sono stati tolti alle cooperative e passati ai privati, con la scusa delle emergenze”. Dietro quegli appalti che la cooperativa Cigno Verde si era vista portare via- come ci racconta il presidente Hassan Bassi – c’erano “sprechi e tangenti”,  secondo i magistrati, che in pochi mesi hanno mandato in carcere 15 persone dell’ apparato pubblico, indagando sui vigili, come sulle aiuole mai fiorite o sulle mense scolastiche, troppo facilmente servite. Spalancando i cancelli del penitenziario anche all’assessore, che voleva pure l’ I-Pad, in cambio di favori. Ma le inchieste non sono finite più, perché altri filoni sono tuttora aperti:  sui debiti delle società partecipate- che gravano su Parma con un macigno di 600 milioni – come su presunte assunzioni di dirigenti senza titoli. Alla Corte dei Conti, il numero delle segnalazioni è cresciuto nel tempo, insieme alla voce di quanti chiedono le dimissioni del sindaco, Pietro Vignali, da mesi fermo sulla sua personale linea della resistenza. Ma ormai dopo la sua città, anche la sua maggioranza ha detto basta. “Non ci sono più le condizioni”, sentenzia, numeri alla mano, Parma Civica, il movimento che l’aveva sostenuto nel 2007. Dopo le dimissioni di un altro consigliere, sarebbero almeno tre infatti i voti che mancano per una maggioranza in Comune. E anche il Pdl- con una nota- ammette che “non sono perseguibili nemmeno gli obiettivi a brevissimo termine”. Insomma, anche la politica ora dice: “dimissioni subito”. Come da mesi, ripetono i cosiddetti “Indignados”, gente comune che non ci sta a vedersi affiancare a queste storie di mazzette, di amici degli amici, di interessi privati e soldi pubblici. Loro, la loro voce l’hanno alzata, sotto le finestre di un Municipio, divenuto fortino, per un sindaco ormai fantasma.

Domani- il primo cittadino, ribatezzato dead man walking- dalla Gazzetta, il giornale della città – incontrerà la sua squadra e tutti ormai sembrano concordi nel dire che non gli resti nient’altro da fare che “certificare la fine” della sua era.  Finisce così- con le monetine lanciate sul portico del Grano, sede del municipio, anche il progetto di una grande Parma, sbandierato dal sindaco. E c’è chi- come un vecchio consigliere d’opposizione, Marco Ablondi – affianca questi scandali al crac Parmalat: “In comune- elenca- c’è la superficialità, lo spreco e la mania di grandezza” . Un inviato di un giornale olandese si è chiesto se ci fosse un virus. Visti il contagio.

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