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Processo Meredith, il giorno dopo

Amanda ringrazia e torna a casa. Raffaele dalla sua per ora non esce. Ma può guardare il mare. Fuori, resta la famiglia di Meredith che invoca la verità. La Procura che annuncia il ricorso e l’ex Guardasigilli che attacca i magistrati. Ognuno per la sua strada, il giorno dopo la sentenza che ha ribaltato il verdetto sul delitto di Perugia.
Asciugate le lacrime, sorride ora Amanda, prima di volare verso Seattle, dove insegne luminose già le augurano “wellcome home”. In Italia, lascia una lettera per quanti “mi hanno tenuto le mani” – scrive. Per lei, la Venere di Seattle, l’incubo ora è finito, ma non l’iter della Giustizia a cui i pm perugini faranno ricorso. “Per noi gli assassini restano Rudy Guede, Amanda Knox e Raffaele Sollecito”, elenca senza tentennamenti uno dei pm Manuela Comodi.
“Ci sono stati errori e pressioni mediatiche pazzesche”, rincara l’altro pm Giuliano Mignini, che parla di “sentenza purtroppo attesa, ma c’è la Cassazione”. E  nella Cassazione confida ora anche la famiglia di Meredith, che  con la sorella – rinnova le “speranze”, ma si chiede: chi ha ucciso insieme a Rudy Guede? L’ivoriano valuta una revisione del processo, ma i tempi sono lunghi. Nel frattempo,  se l’America festeggia la liberazione di Amanda, la Gran Bretagna- col primo ministro David Cameron – si stringe alla famiglia della vittima di un caso divenuto internazionale.
E in Italia? in Italia, l’ex ministro della Giustizia, Angelino Alfano, tuona contro “i magistrati che non pagano mai per gli errori giudiziari”. E l’Anm che gli ricorda “i tre gradi di giudizio”.

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