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Delitto Scazzi, verso lo spostamento?

Ci sono state le pietre, i cortei, le minacce e perfino un referendum. Questa,  la Procura della Cassazione la chiama “emotività ambientale”. E concorda che era troppa. Per ciò chiede lo spostamento da Taranto a Potenza del processo per il delitto di Sarah Scazzi.
Anche il sostituto procuratore generale, Gabriele Mazzotta, appoggia la richiesta della difesa di Sabrina e Cosima Misseri – in carcere con l’accusa di avere ucciso la ragazzina- di spostare il dibattimento. Era dal 1989, ossia dall’entrata in vigore del nuovo codice che ciò non succedeva. Ma troppi segnali anche secondo l’alto magistrato  indicavano il rischio dell’ “alterazione dell’attività di acquisizione della prova”, ha detto nell’udienza a porte chiuse. Testimoni hanno partecipato a manifestazioni contro gli indagati, pietre sono state lanciate contro Michele Misseri e si è tentato un “linciaggio- ricorda il difensore Franco Coppi – al momento dell’arresto di Cosima”. Opposto il parere del legale della famiglia di Sarah.
Ora non resta che il verdetto della Suprema Corte. Il quarto – su vari aspetti – intorno a questo caso, sulle cui inchieste la Cassazione ha già espresso molte critiche.

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