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Cicerone, Catilina. E i dossier al servizio della politica

“Catilina, che motivo c’è per attendere!  Se neppure le pareti di una casa privata bastano a coprire le voci della tua congiura!”. Così nel 63 a.C: nella sua prima Catilinaria, Cicerone riesce a sventare la congiura grazie a un lavoro approfondito di intelligence:  si procura quelli che noi oggi chiameremmo dossier, entra in possesso di informazioni riservate, sulla base delle quali riesce a sventare i piani dei congiurati e spingere Catilina a lasciare Roma.
Sono informazioni ottenute da una tale Fulvia, amante di uno dei congiurati (che svela i segreti raccolti nell’alcova- come spesso accade), ma ci sono anche quelle scoperte nelle lettere: all’ epoca ovviamente non c’erano le telefonate. Cicerone però riesce ad intercettare uno scambio di missive, che esibisce poi in Senato.
Questo è un caso esemplare di come l’ uso di informazioni riservate serva ad un politico, per sconfiggere un suo avversario e screditarlo.
E’ un caso esemplare, ma non isolato. D’altronde, il primo capitolo nella storia dello spionaggio lo scrive già Omere. Nel X libro dell’ Iliade, Ulisse e Diomede si infiltrano come spie a Troia, per riuscire ad acquisire informazioni. Ed incontrano anche un emissario dell’altro schieramento, impegnato a fare altrettanto.
Ma il caso emblematico resta Cicerone, che nella prima Catilinaria si concede anche il lusso di prendere in giro Catilina. Dopo avergli elencato tutto quello che Catilina crede di aver fatto in segreto, gli dice pure: “tutte queste cose, io sono venute a saperle non appena sciolta la vostra riunione!”.
E vien da pensare che se Catilina fosse stato più attento alla riservatezza delle sue azioni, forse la storia di Roma e del mondo intero sarebbe – forse -cambiata”.
Ecco qui trascritta per Storiacce blog – a gran richiesta ! – la  pillola letteraria di Giorgio Ieranò (cliccare qui per l’audio), professore di Greco all’Università di Trento e scrittore, con cui si chiudeva l’ultima puntata di “A Ciascuno il Suo” (sab, 8.30- dom, 20.30 – qui il link ed è possibile scaricare il podcast) sul Watergate italiano, la storia dell’intercettazione tra Piero Fassino e Giovanni Consorte- nell’inchiesta sulla scalata Unipol/Bnl- portata ad Arcore alla vigilia di Natale e fatta ascoltare al premier. Su questo, sono state già emesse delle sentenze, delle condanne, mentre altri processi sono  ancora aperti. Nella puntata di “A Ciascuno il Suo”, abbiamo incontrato- tra l’altro- Fabrizio Favata, l’imprenditore, già socio in affari di Paolo Berlusconi e già condannato a due anni per vari reati – che ricostruisce e racconta tutto il cammino di quell’intercettazione, dall’orecchio giudiziario alla prima pagina de “Il Giornale”. Con dettagli, riflessioni e zone d’ombra.
Però, è da sempre che il potere  – e il dibattito politico – vive e si nutre di informazioni riservate, come il richiamo alle Catilinarie conferma. Molti di voi mi hanno scritto e chiesto informazioni ulteriori sui passaggi della Catilinaria citati, altri hanno espresso apprezzamenti sulla pagina facebook di Storiacce, sul mio profilo o su quello della Radio. E allora – anche per questo- vi ripropongo anche la trascrizione di quell’intervento.