Radio24 | Il Sole 24 ORE

Bartezzaghi “spacca” con “Come dire”

La prima è “arrazzare”, l’ultima è “zoccola”. Sapete quante sono le parolacce, entrate ormai nel lessico  quasi quotidiano? Lo Zingarelli ne contempla 168: tanti sono i lemmi a cui il dizionario “assegna il limite d’uso- volg.”, come calcola l’enigmista e scrittore Stefano Bartezzaghi, nel suo ultimo libro “Come Dire” (Mondadori, 209 pagine, 17 euro) . Essendo un “galateo della comunicazione”, come recita il sottotitolo, lo sdoganamento della parolaccia non poteva mancare. Visto che ormai dall’eccezione – la trasgressione massima per lo più privata, fino alla provocazione estrema dei comici – è diventata quasi la regola: in uso perfino negli scranni del Parlamento, ricorrente nelle frequente radiofoniche o sugli schermi televisivi. Ma perché?  Ve lo siete mai chiesto? Ho girato anche questa domanda allo stesso Stefano Bartezzaghi- amico di Storiacce blog (e non solo) – con cui si è chiusa l’ultima puntata di “A Ciascuno il Suo“. La tradizionale chiusura letteraria dell’ ultima inchiesta settimanale l’ho voluta infatti sul lessico dei giovani- visto che il tema erano i giovani che “spaccano”. E la risposta di Bartezzaghi (cliccare qui per l’audio), attento osservatore della lingua nostrana, è illuminante per quest’Italia che invecchia e non si rinnova, ma che ama mostrarsi giovane. “Il turpiloquio è il segno del giovanilismo della comunicazione”, commenta infatti l’autore. Dire parolacce, cioé, per sentirsi uno dei ragaz. Ma come i giovani crescono, il linguaggio cambia, con una velocità che i finti-giovani non percepiscono. Capita così – ci racconta Bartezzaghi – “che i ragazzi percepiscano immediatamente la nota stonata” del giovane non più tale.

Per “A Ciascuno il Suo”, la conversazione si era soffermata soprattutto sulla parola “spaccare”, ricorrente nel gergo di giovani. Come quelli scesi nella piazza degli indignati. Giovani che hanno anche letteralmente “spaccato” vetrine, bancomat e camionette dei carabinieri. Giovani che non sono “stra-felici”, per dirla ancora col lessico in uso, che ama “ultimamente lo stra- iniziale”. Dal significato letterale di “rompere, frantumare”, spaccare nello slang degli under 25- ma forse anche 10 in più – indica anche “l’azione dirompente e di successo”. E’ ciò che erompe e conquista: così spacca il botteghino, spacca le classifiche, o “fa spaccare”- elenca ancora Bartezzaghi.

Ma spaccare indica anche la rottura dell’indifferenza, e forse almeno in questa accezione  “l’azione distruttiva può avere qualcosa di buono”