Radio24 | Il Sole 24 ORE

Ingroia, pm “partigiano della Costituzione”

Salendo sul palco dei Comunisti Italiani, lo ha preannunciato lui stesso: “Ho accettato l’invito, pur prevedendo le polemiche”, è la premessa di Antonio Ingroia. E così è stato: le polemiche sono scoppiate. E ad infiammarle, è una confessione del magistrato palermitano:  “Io  non mi sento imparziale, anzi partigiano”.
Arriva a Rimini, al congresso del partito e parla di Costituzione il pm antimafia. Della Costituzione che qualcuno “difende” e qualcunaltro invece “quotidianamente cerca di violare e stravolgere”.  E lui – davanti a questo bivio – non esita a proclamare la sua scelta, di “partigiano della Costituzione”. “I magistrati non possono essere trasformati in esecutori di leggi ingiuste”, incalza il sostituto procuratore, convinto che davanti agli “assedi” alla carta- ormai- non basti più neanche l’esortazione a “Resistere”. Parole che diventano micce per immediate polemiche. Il Pdl invoca il Csm, e col capogruppo al Senato Maurizio Gasparri punta il dito contro “l’animo militante di settori della magistratura”. La maggioranza vuole portare il caso fino in Parlamento, mentre accusa il magistrato di sfruttare la toga per scendere in politica.  In difesa del suo ospite, il segretario dei Comunisti Oliviero Diliberto, rivendica il “diritto a partecipare ai congressi”. Ma è facile prevedere che non si spegnerà subito quest’ultima bagarre, che investe il più mediatico dei magistrati palermitani. Bufere analoghe hanno già investito Ingroia, il pupillo di Paolo Borsellino, titolare negli ultimi anni di moltissime delicate inchieste tra mafia e politica: è finito nell’occhio del ciclone per la partecipazione al Costituzione Day e alla festa della Fiom, oltre che per tutta la gestione dell’affaire Ciancimino.

Condividi questo post