Radio24 | Il Sole 24 ORE

In volo sull’Italia delle alluvioni

“Tre volte in quindici giorni, sono scappato di casa l’anno scorso. Tre volte in quindici giorni”. Prima che l’ ultima alluvione portasse via la sua casa ad Aulla, ad ogni pioggia più insistente Antonio si chiedeva se scappare o meno. Tre volte, negli ultimi due anni il fiume Magra ha esondato. Eppure- passata la tempesta, qui come in gran parte dei 400mila sistemi franosi dItalia– commemorati i morti e calcolati i danni — tutto tornava (quasi) come prima. Fino all’esondazione successiva. Nelle zone rosse si continua ad abitare. E a costruire, con interventi che il procuratore di Massa ha definito “scellerati”; e la messa in sicurezza dei territori continua a mancare. Eppure, dal 1951 ad oggi sono state ben 36 le alluvioni in tutto il Paese, con centinaia e centinaia di morti. Talmente numerose che esiste una voce ad hoc di Wikipedia:  Lista di alluvioni e inondazioni in Italia.
Nonostante ciò  “per la prevenzione ci saranno ancora altri tagli”, è il timore del capo della protezione civile Franco Gabrielli. “In questi anni, miliardi di lire, poi milioni di euro sono stati spesi quasi esclusivamente per risarcire chi aveva subito danni; e pochissimo, per la messa in sicurezza e per interventi struttuali e ancor meno per la cultura della prevenzione. La proporzione è di 80 a 20”- ha raccontato con Radio 24 Gabrielli.
E proprio per questo, per la mancanza di interventi di messa in sicurezza – provocati anche da una “confusione evidente” – secondo Gabrielli – nelle competenze per la gestione dei fiumi,  ora gli imprenditori spezzini – che contano una sessantina di aziende colpite – si mettono a disposizione per curare gli argini dei fiumi. “Sono tre anni che subiamo inondazioni e alluvioni. Qui è da quando è stata costruita l’autostrada, che il fiume non viene dragato”, denuncia Giorgio Bucchioni, presidente della Confindustria de La Spezia. Eppure, d’autunno piove. Tutti gli anni.
Questa settimana in “A Ciascuno il Suo” (sabato 8.30) facciamo un volo sull’Italia delle alluvioni, insieme al capo della Protezione Civile, Franco Gabrielli. E atterriamo ancora una volta sui versi di Eugenio Montale, il poeta ligure che visse e amò Monterosso, uno dei paesi colpiti dall’alluvione. Un poeta, la cui “tavolozza dei colori è divenuta sempre più cupa”, come racconta- nella consueta chiusura letteraria di “A Ciascuno il Suo” – Daniele Giglioli, (qui un’anticipazione audio), critico letterario.
Ps. Nella seconda foto, pranzo nel tendone d’emergenza a Monterosso. Nella terza, Vernazza. Ancora un aggiornamento del diario dell’assessore Contardi