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110 condanne al maxiprocesso alle cosche del Nord

110 condanne, per una sentenza che certifica la colonizzazione del nord da parte delle cosche. In  Lombardia, la ndrangheta aveva una sua potente provincia – e ora c’ è un verdetto, a metterlo nero su bianco, quello del primo maxiprocesso alla mafia calabrese del settentrione. Quando dopo quasi due giorni di camera di consiglio, il giudice Roberto Arnaldi finisce di leggere il suo dispositivo nel processo per rito immediato- è tutta la rete dei boss ad essere condannata, con pene fino a 16 anni: dai vertici delle 15 locali, cioè i feudi- a cominciare da Pasquale Zappia, il capo eletto nel summit filmato dagli inquirenti – alla loro manovalanza, fino alla rete di infiltrati economici e politici, come l’ex sindaco di borgarello nel pavese, condannato ad un anno. In 9 escono dal processo, mentre sono tuttora a giudizio con rito ordinario, gli altri 200 presunti affiliati, arrestati nel maxiblitz dell’ anno scorso tra Lombardia e Calabria. Quel giorno di luglio, Milano si ricordò di avere i boss sotto le sue guglie e dentro i suoi affari. E si riscopri omertosa proprio come la Locride, con 130 incendi e 70 attentati, tutti contro ignoti. Nell’ aula bunker di via ucelli di nemi, proteste, urla e insulti..si sono levate ieri sera dalle gabbie, dopo la lettura di una sentenza, che è uno spartiacque nella storia delle mafie del nord.

ps. Su questo, è disponibile il podcast dell’ultima puntata di “A Ciascuno il Suo”

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