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Dagli insulti al delitto: ecco le strade violente d’Italia

La coda è lunga. L’ora di punta. Il weekend suona alla porta. Come i clacson delle auto al semaforo. Il nervosismo aumenta, insieme al traffico – quand’ecco che immancabile – dal fondo -un’auto si stacca, supera tutte
le altre. Crede di averla fatta franca – ma un’altra si mette di traverso. E non lo fa passare. Seguono gli insulti, i clacscon. Le voci grosse, qualcuno che minaccia di scendere dall’auto e qualcun altro che parte all’inseguimento. Il più delle volte, tutto finisce così. Ma sempre più spesso, poi la lite degnera. E diventa cronaca nera. E giudiziaria.
La puntata di “A Ciascuno il Suo” questa settimana parte da qui – da un semaforo di Milano- in via Monterosa. Ma potremmo essere quasi ovunque, nelle tantissime strade violente d’Italia.
-Cremona, anziano ucciso per il posto da disabile. -Roma, litigano per il parcheggio e finisce in tragedia: un morto.  -Prima la lite, poi le botte. Nella capitale, grave un 41anne. Caccia al suo aggressore.
-Rissa per un sorpasso: due ragazzi aggrediti a colpi di cric. ecc. ecc.
Si litiga per un sorpasso, si picchia per un parcheggio. Si insulta dallo specchietto e dal finestrino. E spesso gli sberleffi degenerano in risse.
Dalla Lombardia alla Sicilia, la cronaca è piena di “banali litigi al volante”, finiti poi coi teli bianchi stesi sull’asfalto. Dopo gli ultimi gravi episodi di cronaca, questa settimana “A Ciascuno il Suo” è in viaggio, tra gestacci di autisti, gente che urla, uomini che litigano per un parcheggio, donne che si insultano. Vi raccontiamo – in cifre- le strade violente d’Italia, alcune storie – diverse sentenze e molte esperienze di chi sulla strada ci lavora.
Ma anche se divenuta pericolosa miscela di soprusi, insulti e reazioni, la strada è in realtà- soprattutto – sinonimo  del viaggio. E della libertà.
Una delle più classiche metafore lettarie, simbolo di un’intera generazione- la beat generation, che si plasmò – con John Kerouac e il suo “On The Road”. E allora, la tradizionale chiusura letteraria di “A Ciascuno il Suo” questa settimana è con un classico americano, raccontato da Fernanda Pivano.

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