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Il risveglio del Cavaliere. Fuori dall’aula

Dentro l’aula, tace.  E fa fatica a “non dormire”, come ammette lui stesso, mentre la Giustizia italiana e quella inglese cercano- per ora invano- un accordo sull’interrogatorio dell’ex coimputato David Mills. Uscito, Silvio Berlusconi si sveglia e parla di tutto. Dai processi – “frutto di eversione politica”, – alla crisi dell’euro; dal futuro del Pdl – “senza di lui, ma con le primarie”, ai rapporti con la Lega- “all’opposizione per ragioni elettorali”, dice. Fino al Governo Monti. “No, non è in ritardo. Lasciateli lavorare!”

Un esecutivo – quello del professore – che per l’ex premier “può arrivare a fine legislatura”, sostenuto  dal Pdl -dice- sulle misure già concordate, e su cui- secondo Berlusconi- alla fine ci sarà la convergenza pure della Lega. Una Lega che per il Cavaliere non coincide con le ultime dichiarazioni di rottura- arrivate da più parti-, ma con la linea del Senatur che vedrà venerdì. “Quella non è la Lega. In questi giorni Bossi mi ha chiamato 4-5 volte, mi aveva invitato a colazione, lo vedrò venerdì pomeriggio”. Insomma, tra l’alleato di sempre e l’odiato Palazzaccio- almeno per oggi- il Cavaliere ha preferito il Tribunale di Milano. E quando glielo faccio notare, sorrride, scuote la testa e poi dice di No. Dall’Italia, all’Europa. Per Silvio Berlusconi, non esisteva un suo problema di credibilità: racconta di essersi chiarito pure con la Merkel su certe intercettazioni volgari (“le ho detto che non era una mia battuta”- e su Ruby, aggiunge dettagli alla sua versione: “Mubarak conosceva quella che la ragazza indicava come sua madre, una famosa cantante egiziana, con cui Mubarak aveva rapporti di parentela”);  né l’attegiamento internazionale – a detta di Berlusconi, è cambiato col nuovo governo italiano. Quello che è successo- secondo l’ex premier- è che “lui, come altri avevano deciso di non accettare più la diarchia franco-tedesca”.

* ps. per riuscire ad intervistare con gli altri colleghi nella calca Berlusconi, per poco non mi spezzavo un braccio, schiacciata dietro il vetro.  Tra le sue guardie del corpo- i carabinieri, le porte chiuse del Tribunale, la calca dei colleghi e una sedia- rotta- su cui ero salita. Ma a voi, di questo non interesserà niente.

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