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La zona grigia al servizio delle cosche

I magistrati calabresi o l’ufficiale della Guardia di finanza di Monza, per avere notizie riservate sulle indagini. E regolarsi di conseguenza. L’avvocato e il medico, per fare da tramite per l’alta toga. Il consigliere regionale, per ottenere un’entratura politica. E poi amministratori locali, da sostenere col voto e politici nazionali- da incontrare, per tentare la scalata ai Monopoli di Stato.

Tocca i più vari e sensibili settori della vita pubblica l’inchiesta milanese contro la ‘ndrangheta, che ha portato in carcere – oltre ad alcuni affiliati alla cosca Lampada Valle- già oggetto di indagine nel luglio scorso- soprattutto una serie di professionisti. Quella famosa zona grigia, i cui appoggi rendono così potenti e pericolose le mafie.  Stando alle accuse, si vendono per soldi, per viaggi, per “rilassanti serate” con prostitute o per favori vari i professionisti portati in carcere. E’ così ad esempio soprattutto la nomina della moglie Alessandra Sarlo a Commissario dell’ Asl di Vibo Valentia, contestata a Vincenzo Giuseppe Giglio, giudice di Reggio Calabria, arrestato – per aver aiutato i Lampada- “con un’imponente fuga di notizie”, scrive il gip milanese Giuseppe Gennari.

Negli atti, anche un fax spedito dal giudice ad aprile- con i risultati di verifiche fatte nei registri giudiziari sulle posizioni dei presunti affiliati. Come le intercettazioni, con gli auguri per il suo 51esimo compleanno formulategli da un rappresentante della famiglia Lampada. “Incredibilmente permeabile”- scrive ancora il gip nelle sue 804 pagine – è il sistema di soggetti istituzionali,  e “sconcertante- nota ancora- è la relativa facilità con cui gli indagati riescono a raccogliere informazioni sui loro procedimenti”.  Sono infatti, ad esempio, “serate rilassanti milanesi”- cioè incontri in alberghi con prostitute, stimate in 27mila euro, i favori contestati ad un altro magistrato di Palmi, Giancarlo Giusti- indagato. Che non nega le frequentazioni con i Lampada-notano gli inquirenti, e anzi “si meraviglia pubblicamente della loro veloce ricchezza”.

Intercettazioni. Tante, colorite e desolanti, le conversazioni agli atti dell’inchiesta. Anche sulle rassicurazioni attese da parte dell’alto magistrato, presidente della sezione di Prevenzione del Tribunale di Reggio.  “Domani sera, ci dà l’ambasciata il giud.”, si legge ad esempio in un sms di Francesco Lampada, che torna a dire che “bisogna avere pazienda, perché lui sta controllando dalla A alla Z. Io tengo fede, perché se dice una cosa, è chidda – l’ho testato con mano”. E lui- iIl presidente”- come pur viene chiamato Giglio nelle conversazioni, il 19 aprile 2010 manderà anche un fax con la sua risposta: nessuna accusa allora contestata ai Lampada.

O ancor, ci sono anche le conversazioni del consigliere regionale arrestato, Francesco Morelli, a cui una volta un suo interlocutore confida che “sta in ansia per lui”. Perché ha letto delle indagini di Ilda Boccassini- “quella con i capelli rossi, quella che era contro Berlusconi” – si dicono; e un’altra volta parla di quella stessa indagine del luglio scorso, a Milano contro i Valle, con l’ex presidente della Regione , Chiaravallotti. “Leggo sui giornali che ho portato qualcuno dei Lampada nel suo ufficio. Sono basito, presidente- dice Morelli- mentre mi trovo ristorato nello spirito, perché di ritorno da Medjugorie”.

POLITICI. Ma a proposito di politici, l’inchiesta del procuratore aggiunto Ilda Boccassini contesta anche un’alterazione di alcuni esiti elettorali. Con lo spostamento di voti (spesso con i politici rimasti all’oscuro). In Calabria (Giuseppe Alati, ad esempio; o Fedele Luigi) o Tarcisio Zoppi (Reggio Emilia)  , ma anche in elezioni locali lombarde – col sostegno a propri candidati. Nel rinnovo del Consiglio di Cologno monzese nel 2009, nell’appoggio ad Antonio Oliverio, già assessore alla provincia di Milano fino a maggio 2009. O ad Armando Vagliati (Regione Lombardia): E tra i vari incontri a scopi elettorali, c’è da una parte anche uno col sindaco di Roma, Gianni Alemanno (non indagato e ignato anche di chi fossero i Lampada) ma  in una riunione –  quella del 4 settembre 2009- spunta tra i rappresentanti dei Valle, il consigliere arrestato e il medico – anche un “onorevole non ancora identificato”.

*Leggo le pagine e pagine dell’ordinanza del gip e mi ritornano in mente- tra l’altro – alcune parole del Procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, che nella lectio magistralis di un paio di settimane fa all’Università Bocconi ha- tra l’altro ammonito- anche sulle responsabilità della società a scegliere chi la rappresenta e anche a chi “stringere le mani”.

*E invece- anche di zona grigia e di professionisti – avevo parlato proprio con Giuseppe Gennari (cliccare qui per un estratto audio), il gip che firma anche le ordinanze di oggi, in una delle ultime puntate di “A Ciascuno il Suo”, dedicata al maxiprocesso alle cosch del Nord.

*Quanto alla definizione di zona grigia, non è mai superfluo rileggere Primo Levi, che ha introdotto questo concetto di ambiguità. E l’analisi, che anche di Levi ha fatto Marco Belpoliti, al festival della Mente di Sarzana e nella prima puntata di A Ciascuno il Suo.

*La puntata di sabato di A Ciascuno il Suo di questa settimana sarà sulla zona grigia al servizio delle cosche.

*Alla zona grigia, anche sarà dedicato un ciclo di incontri in programma al Museo della ‘ndrangheta di Reggio Calabria. Titolo, La ferita.