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In vetta all’ Olimpo

E’ l’Olimpo, ma sembra la collina di Beverly Hills. Siamo in vetta al monte più sacro dell’ antica Grecia, ma ad orientare le gesta di questi divini inquilini sono quasi sempre le stesse passioni, che muovono ben più umane gesta. Anche se poi – proprio da loro – tutto trae origine. Amore, ira, forza, serenità, bellezza, felicità, passione, gelosia. E poi ancora dalla seggezza all’ “enthousiasmos”. Quando cioé – per i greci – qualcuno ha un “dio dentro di sé”.
Come in un variopinto affresco, scorrono così i vizi, gli amori e le avventure di tutti gli antichi dei, mano mano che si chiudano le porte dell’ Olympos- titolo del libro, a firma di Giorgio Ieranò.
Con la precisione del filologo – ma il ritmo del romanziere, col rigore del professore di greco, ma l’acume del giornalista, Ieranò avvinghia il lettore, capitolo dopo capitolo, come una soap opera, di cui ormai tutti ci sentiamo parte. E ciascuno troverà la sua divinità d’elezione. Per cui parteggiare, con cui sentirsi più affine, o considerarsi vittima. Le scappatelle di Zeus, con le sue infinite metamorfosi; le vendette della gelosa Era; gli amori non corrisposti come feroci rivincite del dispettoso Eros; le follie seminate dal dio della trasgressione Dioniso o le battaglie scatenate dalla furia di Ares.
Mitologia e letteratura, aneddotica e poesia si mescolano riportandoci agli albori del mondo, laddove trovarono origine i nomi degli astri e dei fiori. Dei più antichi culti e delle mai perse tradizioni. Compreso l’albero di Natale, eredità – secondo alcune tradizioni – di una ben più macabra leggenda.
Tutto sembra essere già successo allora, in quell’era senza tempo in cui gli dei rispondevano alle richieste dei loro protetti ed intervenivano nelle vicende umane. Tutto sembra aver avuto allora la sua sublimazione più alta tramandata con prose argute o versi immortali. E così, tra Plutarco e Luciano, Saffo e Ovidio, tra un sorriso e qualche nostalgia, Ieranò ci fa salire sulla vetta dell’Olimpo, spettatori di prima fila di questa soap opera senza tempo.
ps Tornerò a raccontarvi di questo libro, della presentazione e anche delle mie divinità d’elezione.
pps Gli ascoltatori di “A Ciascuno il Suo” conoscono già la voce di Giorgio Ieranò: con i suoi rimandi letterari nel mondo antico (le Catilinarie e il mito di Europa) abbiamo chiuso due diverse inchieste.

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