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Lettere dall’Italia in crisi: soldi e pensione, nei messaggi appesi sugli alberi delle stazioni

I più vecchi chiedono la pensione. I più giovani sanno che “non ci andranno mai”. E nel frattempo desiderano “soldi in più”. Qualcuno chiede di riuscire a finire “i lavori di casa” e qualcun altro, di riuscire a comprarla, “la sua prima abitazione”. C’ è chi si accontenta di “un biglietto ferroviario” per Puglia o Sicilia, e chi scrive che “gli basta non andare peggio di quest’anno”. I più spudorati indicano anche la cifra ambita, gli altri gli lasciano l’arbitrio di “regolarsi”. Non senza la raccomandazione di “essere trattati bene, però”. In tanti però, “visto che soldi -già so che non ce li regali “-scrivono, “almeno fai vincere lo scudetto al Napoli, e manda la Juve in B”.
Nelle lettere degli adulti a Babbo Natale, la crisi entra pesantemente. Entra nei pensieri, nei sogni e nelle preoccupazioni degli italiani. Condizionandone i desideri. Così, raggranellare “anche solo 3-4mila euro”, come chiedono Francesco o Gabry, è un desiderio più ricorrente di “superare gli esami all’università”, “restare tutta la vita col mio amore” o “stare in santa pace”.
C’è l’Italia che sogna, appesa ai rami degli alberi decorati, nelle stazioni.
Ho letto soprattutto i biglietti, lasciati sull’abete della stazione di Napoli. Giocatori per la squadra, coppe e scudetti; un ragazzo “biondo e dolce”; viaggi; esami universitari, ma soprattutto- e questo mi ha copito- soldi. Anche i ragazzi, o forse soprattutto i ragazzi (ed è la grafia, piena anche di ghirigori talvolta ad indicare l’età), nelle lettere per Babbo Natale non scrivono “progetti, sogni, orizzonti”. Ma “7-8mila euro e ascimm pac'”, scrivono Vale e Gabri. Niente testa tra le nuvole. O le stelle. Ma piedi puntati a terra. Come quelli dell’anonimo che al nonno buono della Lapponia manda a dire: “Ti prego, fammi andare in pensione”.
Sogni, dall’Italia in crisi.
Buon Natale a tutti.

Ps diversi biglietti sono scritti da stranieri. Molti in arabo, mi sarebbe piaciuto leggerne il contenuto. Chissà se la crisi entra pure in queste lettere a Babbo Natale. E poi, chissà se scrivono proprio a Babbo Natale in quei biglietti…

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