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Almanacchi per l’anno che arriva

Quando il treno corre, il mondo intorno si riavvolge. Come in un nastro. E insieme alle stazioni, alle colline, ai girasoli o ai ponti, scorrono i ricordi. Che diventano pensieri. Sospesi, in questo tempo che è transizione. Da una sponda all’altra. Come l’ultimo giorno dell’anno.
Almanacchi, almanacchi nuovi!


Ciò che resta e ciò che è andato. Ciò che ha ancora colore e ciò che è sbiadito. Le vecchie fermate, le future destinazioni. Le attese, le assenze.
Almanacchi, almanacchi nuovi.

Le paure e le gioie. Le vittorie e le sconfitte. I benvenuti e gli addii.

Almanacchi, almanacchi nuovi
Errori e dubbi. Sogni e risvegli.
Il treno corre, ma solo lui oggi è leggero. I pensieri pesano. Come i ricordi. Sono sui visi malinconici di tutti, in questo affollato vagone. Fuori dal finestrino, in questo grande limbo dell’ultimo giorno dell’anno, si susseguono le immagini passate. Sfogliate dagli stessi fantasmi del Natale del perfido Scrunch. Partito alla mezzanotte di 12 mesi fa, anche questo treno però tra poco arriverà. Il giorno di oggi ancora per portarlo a destinazione, fino in fondo.
Poi domani, un aereo. E la mappa di un posto nuovo.

Almanacchi, almanacchi nuovi. Lunari. Signore, vuole almanacchi?

Ps Sorpresa sempre nuova. Resistenza e stupore. Fatica e magia. Questo auguro ai lettori di Storiacce blog, e a me stessa per il 2012: tanti attimi, capaci di regalare tutto questo. All’improvviso. Come è capitato a me, in questi giorni, davanti ai mosaici della casa del Fauno di Pompei. E davanti ad un Peter Pan.
Un’ inaspettata visita notturna al museo archeologico di Napoli mi ha riportato al cospetto di incredibili maschere tragiche, battaglie epiche e nature morte, che sembrano vive. E quelle tessere, vecchie di millenni, ma ancora lì coi loro colori e con immutata malia mi hanno emozionato, come se le vedessi per la prima volta. Con la loro magia. La stessa di un libro, comprato per i miei nipotini, che ad ogni pagina compone i luoghi della sua fiaba. E ne riproduce i suoni: l’orologio di Londra, la nave dei pirati, mentre l’eterno bambino, insieme a Wendy e a campanellino, sono sull’Isola che non c’è. Un’emozione, dietro ogni pagina, con le risate-vere-dei piccoli. Ecco. Auguro a tutti un anno pieno di momenti come questi, momenti di niente affatto trascurabile felicità.

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