Radio24 | Il Sole 24 ORE

“A Ciascuno il Suo”- Tutti i patti tra Stato e Mafia

Storie di patti segreti e accordi inconfessabili: quando lo Stato trattò con l’Antistato. Dalle inchieste sulla stagione delle stragi del ’92, con i suoi papelli e i tanti misteri, indietro fino allo sbarco degli americani e al regno delle due Sicilia. 150 anni di compromessi con i boss abbiamo attraversato e raccontato nell’ultima puntata di “A Ciascuno il Suo” (sabato, 8.30).

Dai giorni dell’ uscita di ben 334 detenuti dal carcere duro nel 1993,  indietro fino ai tempi di Francesco II e agli accordi con i camorristi, per placare i disordini. Papelli, negoziati e scambi tra Stato e Antistato, ricostruiti- documenti alla mano- da due magistrati: Sebastiano Ardita e Piergiorgio Morosini.

Da tecnico, al servizio nel Dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria, Ardita, appena ritornato nelle vesti di pm in Sicilia, ha vissuto in prima linea alcuni passaggi chiave della presunta trattativa, scandagliata ora in più inchieste tra Palermo e Caltanissetta. L’abolizione del carcere duro è infatti una delle richieste ricorrenti dei boss. E per questo, Ardita è stato anche ascoltato dai magistrati- titolari di queste inchieste, come ci racconta nella rubrica – dopo la pubblicazione del suo libro, “Ricatto allo Stato”.

E’ stato invece soprattutto un lavoro di ricostruzione, documentazione e archivio quello portato a termine da un’altra toga siciliana, Piergiorgio Morosini, nel suo libro “Attentato alla Giustizia”, edito da Rubettino. E nella chiacchierata con Radio24, ci racconta tutti i papelli trovati e raccolti.

Sul sito di Radio24, il podcast della trasmissione, come sempre. Ecco il link.

https://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=A%20ciascuno%20il%20suo

in questa puntata di “A Ciascuno il Suo”. Raffaella Calandra intervista Sebastiano Ardita, pm siciliano, già alla Direzione per l’Amministrazione Penitenziaria- più volte obiettivo delle richieste della mafia; e Piergiorgio Morosini, altro magistrato siciliano, che ha raccolto i “papelli d’Italia”