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La vigilia di Nick o’ mericano: l’aula vota sull’arresto

Un centro commerciale, un finanziamento e un’accusa precisa: essere il referente del clan dei casalesi.
Il destino giudiziario di Nicola Cosentino – 53 anni e lunga carriera politica – sta in quello che i magistrati partenopei hanno definito “un esempio di riciclaggio da manuale”: la costruzione – mai avvenuta – nella sua Casal di Principe di un contenitore, per lavare i soldi della camorra. Da sottosegretario all’Economia, avrebbe aiutato un imprenditore vicino ai clan ad ottenere 5 milioni. Per Nick l’Americano – com’è chiamato dalle sue parti per via degli affari di famiglia con gli States nel trasporto dei carburanti – si tratta della seconda richiesta d’arresto, al vaglio della Camera.
Già nel 2009, la Procura di Napoli chiese di mandare in carcere il politico, con rapporti considerati organici prima con la fazione dei Bidognetti, poi degli Schiavone, da cui – secondo l’accusa – avrebbe ricevuto costante sostegno elettorale. Ma il Parlamento disse No. E Cosentino è rimasto il potente coordinatore del Pdl in Campania.
Stavolta, però, gli equilibri politici sono saltati. E Nick l’Americano lo sa bene. Domani alle 12 l’aula di Montecitorio vota.

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