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La Camera salva Cosentino

E quindi, la Camera salva Cosentino. E se stessa. L’aula nega l’arresto per l’ ex sottosegretario all’ Economia e contemporaneamente mette al riparo se stessa. Da troppi futuri pericolosi precedenti. Mentre la Lega si spacca.

E’ proprio vero che nella vita ci vuole fortuna. In tutte le cose.

Alfonso Papa, ex magistrato, coinvolto nell’inchiesta sulla P4, è stato in carcere, mandato a Poggioreale col via libera degli onorevoli colleghi, che hanno votato a favore della richiesta d’arresto.  La casta sembrava in quell’occasione – fine luglio 2011 – voler dare un segnale di trasparenza, pulizia. E forse di collaborazione con la giustizia. Ma tutto si è fermato lì. E quello è rimasto l’unico caso recente di un deputato, spedito dietro le sbarre col voto del Parlamento. In tutti gli altri casi eccellenti- da Alberto Tedesco a Marco Milanese, fino  a Nicola Cosentino – l’esito finale è sempre stato lo stesso: No.

Certo, anche l’influenza dei personaggi in questione è diversa. E conta. Marco Milanese, ex braccio destro del ministro dell’economia Giulio Tremonti, o Nicola Cosentino, potente coordinatore del Pdl in Campania, hanno un peso di gran lunga maggiore di Alfonso Papa. E poi – ovviamente – la congiuntura politica, completamente diversa nei vari momenti. Gli equilibri saltati, tra Pdl e Lega, ma anche le spaccature dentro al Carroccio tra i fedelissimi del Senatur e i sostenitori di Roberto Maroni. In questa cornice, si comprende prima il via libera della Giunta all’arresto, poi il No dell’aula  – dopo l’indicazione di Umberto Bossi per una libertà di coscienza.

Dunque, sono le ragioni politiche a prevalere, le necessità dei partiti tra di loro e al loro interno a dettare la linea, ben più di effettive valutazioni sulle contestazioni mosse dai magistrati a questo o a quell’indagato. Nicola Cosentino, Nick o’ mericano, per la Procura partenopea è il referente dei casalesi. E questa è stata la seconda richiesta d’arresto inoltrata a Montecitorio sul suo conto. E per la seconda volta, la Camera ha detto No. Avallando- con questo voto- l’esistenza di un fumus persecutionis nei confronti del politico, come prevede la legge.

Io mi chiedo soltanto quanti deputati leggano le carte delle inchieste, prima di votare. Prima di mandare in carcere Alfonso Papa, o di salvare Nicola Cosentino.

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