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Giglio, la nave si muove verso l’abisso

isola del giglio. Il buio ora fa calare il sipario, sulla carcassa della grande nave spiaggiata. Che piano piano, ma pericolosamente si sta avvicinando al precipizio: il punto in cui il fondale si inabissa fino a 70 metri. Il punto di non ritorno per la Concordia, che si è già mossa di 9 cm- facendo interrompere oggi per delle ore le ricerche dei dispersi (sul cui numero effettivo regna il caos: dovrebbero essere 16, ma solo Berlino denuncia ora la mancanza di 10 connazionali)- e facendo aumentare invece l’altra grande paura di queste ore, quella di un disastro ecologico.

La grande Paura la chiamano qui, al Giglio, come già stamattina a Porto Santo Stefano. Chiazze di olio sono state già notate dagli elicotteri e il Giglio, come tutto l’Argentario, ora trema. Trema per le 2mila tonnellate di carburante ancora nella pancia della nave. nave così vicina, che sembra di toccarlo. Che “se fosse girata sarebbe in porto”, calcolano le forze dell’ordine.

E ancora piu vicina appariva alle case vista dalle Scole, gli scogli che hanno squarciato le viscere della Concordia, come abbiamo potuto personalmente constatare:. Dal mare, dopo 500 metri dal relitto col suo mondo sottosopra, con le sue cabine piene di oggetti galleggianti- gli scogli delle Scole sono proprio difronte ad un gruppo di case, sulla punta. Tra queste, casa Tievoli, la famiglia del maitre della Concordia, che venerdì sera- come faceva sempre, ci racconta il padre- aveva chiamato i genitori, avvisando che sarebbero passati intorno alle 21.30. E loro, come sempre, si sarebbero affacciati. per ammirare la grande nave, per mandare un saluto teorico al figlio a bordo. e così anche quella è stato. “ma avevo visto che era un po’ più in terra, come diciamo noi qua”, ci racconta Giuseppe Tievoli. aveva notato che la nave era più vicina del solito e andava più piano del solito: dopo neanche 500 metri e dopo una manovra, la grande Balena di ferro si sarebbe adagiata su un fianco. Con oltre 4mila persone, precipitate dalle luci della festa, al panico. E al gelo dell’ acqua del mare.

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