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Giglio, la sfida tra l’uomo e il mare

Isola del Giglio. E’ la sfida tra l’uomo e il mare. Da una parte i soccorritori, che raggiungono la nave calandosi dal cielo o immergendosi nelle onde, alla ricerca dei dispersi; dall’altra, le previsioni meteo, che preannunciano vento fino a 35 nodi e forti mareggiate, che rischiano di spingere il relitto fino all’inabissamento a 70 metri di profondità. E verso scenari, ancora più foschi. Così sulla banchina del porto, si sta tutti un po’ a scrutare l’orizzonte, oltre il profilo della Concordia divenuta ormai quasi una propaggine delle  coste; un po’ col naso all’insù, a guardare le nuvole grigie addensarsi. Portatrici di pioggia.

Ora con la sera, sull’isola è tornato un po’ più di silenzio, dopo una giornata di grande movimento e agitazione, traduzione dell’imperativo generalizzato: “fare presto”. La ricerca dei dispersi, prima di tutto. I preparativi, per lo svuotamento del serbatoio della nave. E poi, le attività investigative. Con i sub andati a filmare le ancore, per portare i video domani in Procura e verificare la versione del comandante; e il loro tentativo – per ora vano- di entrare nella sua cabina nella nave, per prendere la cassaforte. Ma, per dispositivi antiterrorismo, e per tutti i mobili che la bloccano, la porta resta invalicabile.

I traghetti hanno continuato anche oggi a portare altri mezzi per il soccorso- ora tutti in fila sulla banchina divenuta un parcheggio; rifornimenti per ristoranti e alberghi, riaperti praticamenti tutti; e ancora decine e decine di giornalisti da tutte le parti del mondo. Soprattutto televisivi. Trovare un posto letto è divenuta un’impresa. “C’è più che in alta stagione per il Giglio”, commentano gli albergatori. Hanno riaperto anche i negozi di abbigliamento, chiusi per l’inverno. E pure le agenzie immobiliari.

Nell’isola del disastro, si parlano ora tutte le lingue. E ad ogni metro, c’è una telecamera accesa, un faro puntato sulla grande balena di ferro spiaggiata là in fondo. Ma poco dopo mezzanotte, la Concordia sparisce all’orizzonte. Quando si spengono i riflettori- potenti- delle varie trasmissioni serali, che illuminano a giorno il gigante del mare, venuto a morire a riva. Il buio- pietoso- stenderebbe il suo lenzuolo di oscurità, puntuale ogni sera, sul corpo spento della Concordia. I  fari illuminano la morte.

Tra i capannelli di gente fino a notte fonda rimbalzano le notizie che arrivano dall’altra parte del mare, da Grosseto. Dall’inchiesta. La protagonista di oggi è la donna moldava, bionda, che era a cena col comandante al momento dell’impatto. E le indiscrezioni si mescolano con i racconti che molti isolani hanno fatto già anche a verbale con i pm. Chi riferisce di aver visto comandante, vice e altri tre/quattro membri dell’equipaggio sugli scogli, mentre la nave affondava. Perfettamente asciutti. Chi ricorda che avesse con sé smartphone e forse pure necessaire.

L’isola del Giglio si prepara a convivere con la Concordia a lungo. A restare ancora per un bel pò l’isola del disastro.

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