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Concordia. Schettino: “passato sotto, per dar retta al manager”

Racconta Francesco Schettino che si trova “con la testa sotto e le gambe all’aria, senza sapere nulla”. O meglio, per “aver dato retta ad un manager”. Il naufragio della Concordia è successo da poche ore, il comandante della nave è dai carabinieri di Orbetello e nella telefonata con un amico – intercettata – c’è la sua versione dei fatti. “Quando ho capito che la nave si stava inclinando, ho preso e sono sceso”, ricorda Schettino – che rivendica di aver salvato molte vite, ma soprattutto – risentito- racconta di essere andato così vicino al Giglio, “per dar retta al maganer”, che gli ripeteva “passa da lì, passa da lì.
Qualcun altro al mio posto – obietta il comandante, annunciando di voler cambiare vita — non sarebbe stato così benevolo ad andare”. Quando si infervora, tira fuori il suo accento partenopeo: “salutiamo Palombo, salutiamo o vient – riportano ancora le intercettazioni in napoletano – e  ho pagato tutto”. Ma nella prassi dell’inchino, i naufraghi vedono responsabilità pure della compagnia e delle Capitanerie. E all’isola mentre la nave continua a sputare fuori i detriti, inizia l’operazione carburante. “Sabato realisticamente il pompaggio”, prevede il commissario Gabrielli. Ora- bisogna evitare pure il disastro ambientale. Dieci giorni dopo il naufragio, la nave infatti resitituisce ai soccorritori ormai solo corpi senza vita.

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