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Concordia, nuovi corpi e altre accuse

Isola del Giglio. La grande nave restituisce altri otto corpi. Compreso quello della più piccola. La Procura, nuove direzioni d’indagine, che toccano anche la Costa Crociere. E in un sol giorno tornano a riaccendersi tutti i riflettori sullo scheletro – inclinato – della Concordia.
Erano quasi tutti lì, i dispersi. Nei corridoi di quel ponte 4, diventati pozzi neri, quando la nave per metà si è inabissata, 41 giorni fa.  Lì, i sommozzatori hanno indivudato anche i resti della piccola Dayana Arlotti, la bimba riminese di 5 anni – che era in crociera col padre e la compagna. E lì, i sopravvissuti avevano raccontato di averla vista l’ultima volta.
“Fino a mezzanotte, erano in quel maledetto ponte 4, poi – ricostruisce l’avvocato di mamma Susy, Davide Vechi – l’ultimo scossone della nave ha fatto scivolare la bimba e il papà nella parte già allagata”.
Chissà se si sarebbero salvati, se quell’ordine di evacuazione non fosse arrivato solo un’ora e un quarto dopo la collissione. Di sicuro, quel buco di 75 minuti è ora uno dei capi d’accusa anche per il vicepresidente della Costa, Manfred Usprunger, per il sovrintendente della flotta, Paolo Parodi e per il capo dell’unità di crisi, Roberto Ferrarini che parlò dieci volte al telefono col comandante Francesco Schettino. Oltre ai tre dirigenti della compagnia, la Procura di Grosseto mette sott’accusa anche altri quattro ufficiali, che erano in plancia quella notte. Gli indagati a questo punto diventano nove- considerando anche Schettino e il suo vice, Ciro Ambrosio. E l’inchiesta – a questo punto – si allarga, quasi alla vigilia dell’apertura della scatola nera il tre marzo.
Dayana, il papà e tutti gli altri dispersi si sarebbero potuti salvare? 41 giorni dopo il naufragio, l’interrogativo è come un tarlo per mamma Susy, insieme a quel “senso di colpa, per averla lasciata andare. In vacanza, col papà”, riporta il suo avvocato. Ora, però, a mamma Susy, che fino all’ultimo aveva sperato e si era rifiutata di lasciare fiori nel mare del Giglio – perché significava mettere una lapide sulla sua bimba –  almeno la nave ha restituito un corpo. Su cui piangere.
ps. Storiacce blog continuerà ad aggiornarvi sulla storia della Concordia- tema già anche di due puntate di A Ciascuno il Suo (sab. 8.30/Radio 24)

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