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No Tav, anarchici e greci. Nelle scritte la saldatura c’è gia

Gli slogan dei No Tav. E le scritte in greco. I simboli dell’ anarchia- e le questioni sociali. Sui muri intorno al carcere milanese di San Vittore — c’è già quello che gli investigatori temono di più: “una saldatura di sigle e battaglie diverse, in vista di un salto di qualità”. Un’ azione eclatante.
A tutto questo, la tensione esplosa in Val di Susa sembra offrire il contesto perfetto. Ed è per questo che al Viminale si segue con molta preoccupazione quest’escalation di scontri, dilagata anche fuori dalla valle – dove la protesta contro l’alta velocità si è infiammata della rabbia per il ferimento di Abbà, l’agricoltore sempre in prima linea caduto da un traliccio. “Nulla sarà più come prima”, hanno annunciato da Askatasuna, nome che in lingua basca rimanda alla libertà. Ma che nelle informative delle forze dell’ordine evoca il centro sociale torinese, tra più estremisti. L’incidente – con gli scontri successivi- sembra ora aver fatto da collante tra più aree, come già prevedevano  gli 007–mettendo in guardia sulla determionazione dei No tav a resistere ad oltranza. Ma c’è un altro fantasma, che aleggia sulle proteste: le strumentalizzazioni da parte dell’anarco-insurrezionalismo – “che solo per fortuna fino ad ora non ha fatto un morto”, avverte il capo della polizia, ben consapevole che quella galassia porta dietro di sé anche una capacità guerrigliera. Gli strumenti per le loro battaglie- li trovano a Roma nel centro sociale Acrobax, a Torino da Aska- registrano gli investigatori. E il cerchio sembra pericolosamente chiudersi.

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