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Cancellieri: “Riforma del lavoro, in memoria di Biagi”

Bologna- Sotto il portico di via Valdonica, a Bologna, il rumore dei passi si mescola all’ eco sottile di un vociare lontano. Qualcuno alza lo sguardo verso lo targa – più nuova delle altre – che dedica a Marco Biagi l’unico slargo di questo groviglio – intimo – di stradine e passaggi. In 10 anni, tutto è rimasto uguale qui. Nel cuore dell’ex ghetto cittadino, profanato dagli spari di un terrorismo che si credeva estinto. Era il 19 marzo 2002, quando davanti al portone di casa quel che restava delle Brigate Rosse uccideva Marco Biagi- giuslavorista, collaboratore del Governo sulla riforma del mercato del lavoro. A terra, rimanevano la sua borsa da professore. E quella bicicletta- divenuta l’immagine simbolo dell’attentato.
10 anni dopo- e proprio quando sembra che un’intesa sulla riforma del mercato del lavoro sembra vicina – parte da qui, dal portico di via Valdonica l’intervista di “A Ciascuno il Suo” (sabato, 8.30 Radio 24) col ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, che questa città l’ha anche amministrata come commissario.

Un’intervista che toccherà molti altri temi, dalle tensioni sociali, ai rischi legati agli anarco-insurrezionalisti, dal movimento No Tav alle infiltrazioni mafiose: dal ddl anti-corruzione, fino ai rapporti tra governo tecnico e politico.

Ma è un’intervista che parte da quel portone di via Valdonica e da quel portico, dove il rombo degli spari non tolse solo la vita ad un professore, che tornava a casa con la sua bicicletta, ma sconvolse l’intero Paese e ancor di più squarciò l’intimità e la vita di un’intera città: perché “Bologna a Bologna ci vive”, come scrisse Michele Serra all’epoca.