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Corruzione, sos questione morale

Da Milano a Bari, da Roma a Bologna – passando per Firenze. Cambiano i protagonisti, le situazioni e le contestazioni, ma uno solo è lo spettro che accomuna più inchieste: l’ombra della corruzione. Parte anche da qui il richiamo del capo dello Stato ai partiti, per una “maggiore moralità”.
Quando il 21 marzo il Greco, il gruppo di Stati contro la corruzione, scriverà il suo secondo rapporto sull’Italia, si troverà di fronte un Paese che da Nord a Sud fa i conti con politici, accusati di aver preso soldi da imprenditori – come il leghista Boni; o dalle casse del proprio partito- come Lusi, della Margherita. Sentirà di Governatori indagati per aver favorito familiari, come l’emiliano Vasco Errani; di sindaci, criticati per aver ricevuto incauti doni – come il barese Michele Emiliano (Pd). O ancora di inchieste – come quelle che coinvolgono il manager Vito Gamberale tra Firenze e Milano, per far luce sulla correttezza della vendita di quote della Sea; o sulla costruzione di una bretella autostradale. Registrerà, il Greco, anche le reazioni della politica, come le parole di Bossi che dice “di non credere alla spartizione delle tangenti in Lombardia tra Pdl e Lega”,   come denunciato invece da un indagato; o il “dolore” di Rutelli, che sull’onda dell’inchiesta che coinvolge il suo ex tesoriere invita a  “imparare dalla lezione”. Corruzione privata, traffico di influenza, prescrizione lunga: questi alcuni degli strumenti per evitare casi analoghi.  E queste saranno alcune delle raccomandazioni del Greco all’Italia.

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