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La Mission impossible: annullare il “male italiano”

Poco tempo e una missione quasi impossibile: scardinare decenni di incrostazioni di corruzione, evasione e mafie. Ma dalla lotta “all’illegalità – come riconosce lo stesso premier Mario Monti – “passa il futuro dei giovani”.  “La posta in gioco è il destino stesso di questo Paese”, sentenzia- in modo ancor più perentorio uno dei magistrati di più lungo corso e profonda analisi, come Roberto Scarpinato, ora procuratore generale di Caltanisetta, dopo anni nell’ antimafia palermitana.
Nella puntata di domani di “A Ciascuno il Suo” dati storici, economici e giudiziari si incrociano. E Scarpinato formula una previsione: la Grecia è dietro l’angolo, “se questo governo tecnico non scardinerà quel male italiano, che se per decenni è stato sopportato (quando l’economia andava bene e ci si si vedeva sulla terrazza Martini, ndr) ora che la crisi morde non è più gestibile”.
Un male italiano, fatto di 60 mld annui di corruzione, 120 di evasione oltre al fatturato delle mafie. E  proprio sulla corruzione, un nuovo richiamo sta per piombare sull’Italia dall’Europa. 16 falle hanno individuato gli ispettori del Greco, il Gruppo anticorruzione del Consiglio d’Europa, nel nostro ordinamento giudiziario. 7 riguardano proprio il finanziamento ai partiti. E presto tutto questo sarà formalizzate in una relazione, insieme alle risposte dell’Italia.  Che se ha avviato – con anni di ritardi – l’iter di ratifica di una delle convenzioni di Strasburgo sulla corruzione tra privati, è ora alle prese proprio con una nuova legge anticorruzione. E’ sufficiente? Ora che da Milano, a Bari, da Bologna a Roma, dalle mazzette nascoste nei cd al Pirellone fino alle cozze pelose nella vasca da bagno, proliferano le indagini su vecchie e nuov
Ma l’ingranaggio non si inceppa solo qui. Perché poi,  se si scende verso la punta dello Stivale, entrano in gioco anche le mafie. E vi siete mai chiesti, perché mai – ad esempio – nel famoso papello della mafia di Totò Riina, con le richieste per  interrompere le stragi del ’92 — compaia  anche la riduzione delle accise sulla benzina? Insieme alla revisione del maxiprocesso, il 41 bis e richieste di questo tipo? “La mafia progettava la creazione di un porto franco”, dice Roberto Scarpinato, che è procuratore generale proprio a Caltanissetta. Da dove le ultime conclusioni delle inchieste hanno ridisegnato il quadro dei patti segreti, all’ombra delle stragi del ’92.
Sabato, 8.30, “A Ciascuno il Suo”. Un’anticipazione dell’intervista col pg Roberto Scarpinato (qui l’audio)