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I No Tav, le proteste, i partigiani. E un pò di storia

Milano. “I partigiani di oggi sono i No Tav”.
Urlano nel megafano e trasformano un palazzo dello Stato nella loro ultima trincea. Si autoeleggono eredi dei partigiani, ma bloccano la sala, dove un magistrato che esercita nel nome del popolo italiano e proprio il più alto rappresentante di chi 60 anni fa combatté a difesa della libertà avrebbero di lì a poco parlato di “legalità difficile”.  E quanto lo sia, difficile, a volte applicare la legge l’hanno dimostrato anche ieri le proteste di un gruppetto di No Tav contro Giancarlo Caselli, procuratore di Torino reo ai loro occhi di aver chiesto ed ottenuto degli arresti per gli scontri in Val Susa.
Avrebbero voluto che il suo intervento saltasse di nuovo, come è avvenuto già nelle scorse settimane – per ragioni di sicurezza. E per questo, hanno fatto irruzione nel Comune di Milano, da cui poi sono stati allontanati uno ad uno. Mentre continuavano a proclamarsi i nuovi partigiani.
Ma quelli veri – come di lì a poco ha ricordato loro il presidente dell’Anpi, Carlo Smuraglia –  “hanno perso la vita, per affermare la libertà di tutti. Noi – esplicita – non staremo mai con chi non fa parlare”.
E anche il procuratore Caselli non esita a considerare i richiami alla Resistenza da parte dei No Tav  “un’appropriazione indebita dei valori partigiani. Ma una sala piena- ha commentato il magistrato- è la riaffermazione della democrazia nel rispetto di tutti, ma non di quanti non rispettano gli altri”.
Proteste come queste, per gli investigatori sono ormai molto lontane dalle originarie manifestazioni della valle contro il super treno. Come ancor più distante è chi si autoelegge partigiano di oggi, rispetto a quelli che ieri davvero lo furono.
ps Ancora una volta, la conoscenza autentica della storia eviterebbe richiami quanto meno arditi.