Radio24 | Il Sole 24 ORE

Dalla Calabria alla Padania, quando la zona grigia risale lo Stivale

Reggio Calabria. Un imprenditore, un affarista, le casse di un partito- la Lega–e quelle di uno dei più potenti clan di ndrangheta- i De Stefano. In mezzo a Porsche date in regalo, soldi nascosti nel cappello o nel vino. Vista da Reggio Calabria, questa è una storia di zona grigia, di “professionisti, ancora una volta anello di congiunzione tra le cosche e il mondo di fuori” – dicono negli uffici dell’Antimafia. Una storia, dove il figlio di un procacciatore d’affari, come Romolo Girardelli,soprannominato “l’ammiraglio”, già indagato per associazione mafiosa, è socio dell’ormai ex tesoriere del Carroccio, nella società genovese Effebi Immobiliare. Una storia dove un imprenditore, Stefano Bonet, paga con una Porsche l’intermediazione di Belsito, per procurare alla società Polare una consulenza. E le intercettazioni lo confermano: “E’ venuto con la Panamera tua e l’ho guardata anche dentro”, racconta un uomo di fiducia di Bonet, lo stesso che consegnò il “denaro al leghista, nascosto dentro un cappello – si legge nel decreto di perquisizione – e in una borsa,  per vino”.

Sullo sfondo di questa storia, c’è pure la caccia al tesoro della cosca De Stefano, i cui referenti economici, come Paolo Martino, hanno rapporti con l’ammiraglio, il padre del socio di Belsito, ma nei loro giri erano entrati pure nella mondanità di Lele Mora, come altre inchieste tra Calabria e Lombardia hanno svelato.

Condividi questo post