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Grasso: “Dovevo essere sull’auto con Falcone”

Diceva Giovanni Falcone:  “se la mafia fosse inserita in un sistema fondamentalmente sano, per sradicarla basterebbe un’azione di polizia”. E’ invece profondamente contagiato se lì, in un opaco sistema di poteri e interessi intrecciati, approdano anche le indagini sulle bombe che fecero saltare in aria i magistrati, esattamente 20 anni fa. E a quella stagione torniamo anche in questa puntata di “A Ciascuno il Suo”. Tra episodi inediti e inchieste aperte.

Una stagione, che marchiò la storia dell’Italia intera. Come la vita di chi, come Pietro Grasso, ne è stato protagonista. Dall’avventura del maxiprocesso insieme a Falcone, fino alla guida proprio di quella superprocura nazionale antimafia, voluta due decenni fa dall’amico magistrato, tra le ostilità anche di molti colleghi. Doveva esserci anche lui, Grasso, quel 23 maggio del ’92 in auto, sull’autostrada. Ci sarebbe stato, se un parlamentare il giorno prima non avesse rinunciato alla partenza per Palermo, liberando un posto sul volo di linea. E permettendo così all’attuale procuratore nazionale antimafia di partire un giorno prima dell’amico Falcone. Conserva ancora la carta d’imbarco, Grasso.

La sua vita si intreccia così di continuo con gli ultimi 20 anni di antimafia, come sentirete anche sabato (8.30/Radio24) e come lo stesso Grasso ha scritto nel suo ultimo libro: “Liberi tutti” (Sperling&Kupfer). Un titolo, che è un auspicio, un’esclamazione. Ma anche un gioco, per bambini. Col procuratore, abbiamo in un certo senso ripreso la conversazione dell’anno scorso sulle “Parole di Mafia”, davanti al pubblico del Salone del Libro di Torino. (quest’anno, siamo al Padiglione 2/vicino alla Sala Blu- sabato alle 11)

Un anno che ha visto la maturazione sulle indagini intorno alla trattativa Stato-mafia; l’apertura di altri fronti; il divampare di nuove discussioni intorno al reato di concorso esterno in associazione mafiosa (quello contestato a Dell’Utri e prima ad Andreotti, per intenderci). Dagli “interessi convergenti” anche dietro la strage di Capaci, al tentativo di far collaborare Provenzano, passando per le polemiche intorno alla mafia animate da Beppe Grillo. Anche di tutto questo parliamo con Piero Grasso. Ma anche del perché- ad esempio- alle ultime elezioni amministrative a Palermo né all’Ucciardone, né al Pagliarelli i detenuti hanno voluto votare.

Dai ricordi di 20 anni fa, ai tradimenti ricostruiti nelle indagini sulle stragi; dalla revisione del reato di concorso esterno, al tentativo di far collaborare Provenzano, passando per le polemiche intorno alla mafia animate da Grillo, fino alla formulazione di un auspicio: “Liberi tutti”, titolo del suo ultimo libro.