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A Trame, 150 anni di trattative Stato-Mafia. Ingroia: “Come il Colle, vogliamo solo la verità”

Lamezia– Avvenne venti anni fa, ma era successo anche più di un secolo prima. Avvenne durante la stagione delle stragi del ‘92, ma era successo anche con lo sbarco in Sicilia, quando l’Italia era ancora un regno. E si era ripetuto molte altre, tra singoli funzionari, intere amministrazioni, per piccole vicenda o grandi questioni. La storia italiana – e siciliana in particolare – è anche una storia di ripetute trattative tra Stato e mafia. Patti inconfessabili tra uomini delle Istituzioni e boss di Cosa Nostra. La trattativa per antonomasia – quella di oggi, che arroventa lo scontro politico – e le trattative del passato – quelle che hanno scandito parte della vita di alcuni centri – sono il filo conduttore di molti dibattiti del festival Trame, sui libri di mafia a Lamezia.

“Anche noi, come il capo dello Stato vogliamo solo accertare tutta la verità su quelle stragi”, ha già commentato Antonio Ingroia, procuratore aggiunto di Palermo, titolare dell’inchiesta sulla trattativa, che ha indagato tra gli altri anche ex ministri, come Nicola Mancino.

“Da consapevolezza dei singoli, da questione sociale, col ’92 la trattativa divenne anche un fatto giudiziario”, nota Piergiorgio Morosini, gip palermitano, autore del saggio “Attentato alla Giustizia”, sui ripetuti patti con le cosche. Indagini, che 20 anni dopo, dopo “colossali depistaggi”, enormi difficoltà e tanti non ricordo, in questi giorni sono arrivati ad un altro punto, con la chiusura dell’inchiesta palermitana, nei cui atti si trovano appunto anche le intercettazioni tra l’ex ministro dell’Interno, Mancino e il consigliere giuridico del Quirinale, Loris D’Ambrosio, al centro dello scontro di questi giorni.

20 anni fa, in quella terribile stagione di ricatti e tritolo, è il carcere soprattutto in testa alle preoccupazioni di Cosa Nostra, che infatti indica il 41 bis tra le sue richieste del famigerato papello, per fermare le stragi. Quello che successe al Dap- il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria- 20 anni fa è un tassello cruciale, nella ricostruzione dei “57 giorni – (quelli tra le stragi di Capaci e via D’Amelio )- che sconvolsero l’Italia”, per dirla col titolo del libro di John Follain, reporter inglese, che ha raccontato la sua prospettiva davanti a centinaia di persone, a sera inoltrata, a Lamezia. Ma di quella trattativa e di quanto si consumò tra Roma e Palermo tra il ’92 e il ’93 si parlerà ancora qui a Lamezia, con Sebastiano Ardita, magistrato siciliano già al Dap e poi soprattutto col procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, titolare del fascicolo sulla trattativa Stato-mafia, con le telefonate di Mancino al Quirinale, ora al centro del dibattito politico.

“Massimo rispetto per il presidente, come lui vogliamo solo accertare tutta la verità”, ha già commentato il magistrato. Ma sulla questione non potrà non tornare sabato, nella piazza centrale della città.

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