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Le Resistenze di Walter Siti

Walter Siti, Resistere non serve a niente. Reggio Emilia, festa Pd

Una cicatrice coperta, come traccia di un passato nascosto. Una condotta da squalo, per vendicare quella da preda. E una vita da raccontare, per capire che “Resistere non serve niente” (Rizzoli, 316 pag 17€).
Tommaso Aricò- mago della finanza e illusionista di ricchezze- dopo averla coperta coi suoi abiti sartoriali e rimossa con la sua quotidianità a sei zeri, decide di mettere a nudo la sua cicatrice e il suo passato, fatto di bulimia, povertà, sangue e soprusi. Che diventano l’ultimo romanzo di Walter Siti, già curatore dell’opera omnia di Pasolini, scrittore di viscere e di  borgate. E ora di altre prede e nuovi predatori. Perché “la vita non dipende dall’amore. L’individuo non è più il laboratorio di nulla. Il mercato è in grado di fornire l’intero kit per un’individualità fai-da-te”.
Succede cosí che dietro i grafici di fantasiosi hedge found e spericolati derivati, la parabola di Tommaso, ex obeso figlio di un manovale dei boss, poi gangster della finanza anche grazie a quelle relazioni pericolose, diventi l’epopea di un intero mondo. La bulimia di quell’adolescente- che si riempiva di cibo come la madre di clienti da letto- diventa l’ingordigia collettiva verso il possesso. Di soldi, donne, potere.
Tommaso si conquista un nuovo corpo, un nuovo status, tante ricchezze e ancor più accompagnatrici, col suo intuito e la sua gelida determinazione. Tutto cambia, ma il passato non scompare mai. Come la grande cicatrice sull’anca. Ed ora eccolo qui, l’emblema di questo mondo scoppiato con la crisi, eccolo nella penna di uno dei piú grandi scrittori italiani, “a 33 anni compiuti, come Gesù Cristo, con una carriera al di là di ogni più rosea speranza, un sistema nervoso intaccato e una vita sentimentale aleatoria. Nessun messaggio ai posteri”.

Walter Siti, Raffaella Calandra

Il messaggio in un certo senso lo compone invece l’autore co-protagonista Siti ed è l’immersione senza filtri nella zona grigia, al servizio delle mafie. Che investono sui futuri professionisti, salvo poi tornare sempre a presentare il conto. Un Sindona dei nostri tempi appare il personaggio centrale del romanzo, che Siti incontra in mezzo al demi monde di vip del piccolo schermo e olgettine varie, ad una festa su una terrazza romana. Il dietro le quinte del romanzo, lo scrive lo stesso Siti in questo libro, nuovo esemplare di “auto-fiction spinta all’estremo”. Da lì, da quell’incontro e da uno sfratto- che l’autore davvero ha ricevuto a Roma- dopo varie false partenze (che passano per un caseificio della Pontina, la gabbia delle scimmie a Yale e gli uffici della Mondadori -anche se il libro è nei caratteri Rizzoli) si dipana una storia di ricchezze veloci, amplessi facili, ma anche di incontri prima evitati, poi voluti – come quelli col padre in carcere – e di altri cercati e allo stesso tempo temuti -come quello col grande capo clan, Morgan. Una storia, raccontata ancora una volta, prima di tutto coi e dai corpi. Quello di Tommaso, trasformato da una cicatrice; quello etereo, costoso quanto fragile della fidanzata-modella Gabriella o quello che non può essere esibito di Edith, professoressa e pausa non prevista dallo “specchio deformante dei soldi”. Il corpo della madre Irene, avvolto prima da troppe braccia poi anche da esibite pellicce; o quello del padre, che in carcere si fa tatuare il nome del figlio. Difronte a questa galleria resta sempre Walter, lo scrittore attore, con le sue ossessioni, come il sesso quale “ricerca perenne di infinito”; le sue convinzioni, per cui “tra giustizia e verità scelgo la seconda”, confessa; e le intime ambizioni, di trovare ad esempio in questo squalo di finanza e malaffare quel “vendicatore”, lo “stuntman che esegue le scene pericolose al mio posto”. Qui non ci sono paradisi, ma una resistenza che- appunto- non serve a niente. E finisce in un unico grande contagio– per dirla coi titoli di suoi libri. E allora forse non stupisce affatto che la prossima fatica di questo scandagliatore di anime, emiliano di origini, si intitolerà Exit Strategy. Ma questa è un’altra storia.

Ps. Stasera, domenica 26 agosto ore 19, Reggio Emilia, festa democratica. Sala I Cento Passi.

pps Per la foto durante la presentazione, grazie ad una cara amica che a sorpresa, c’era.

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