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La “muffa” turca, tra dissenso e protesta

LaTurchia degli anni 90.  La scomparsa di uno studente. La battaglia di un padre. Le ombre di un Paese. Un bel film: Küf, (Muffa), di Ali Aydin. In Italia sarà distribuito dalla Sacher di Nanni Moretti.

La proiezione è da poco finita, alla Mostra del Cinema di Venezia. Ecco brevi flash dall’intervento del regista.

“Negli anni 90, c’è stata una pesante pressione. Soprattuto su chi esprimeva idee diverse. Molte persone sono finite sotto processo per dissenso.

Le madri del sabato: negli anni 90, i militanti soprattutto di sinistra se esprimevano idee diverse, potevano essere portate via, senza motivo. In Turchia, centinaia di persone sono sparita così. O fermate. Questa è una di queste tante storie.

Le madri di questi studenti spariti si riunivano il sabato a Istanbul, in piazza Galatazaray. Per questo, si chiamano le madri del sabato. In realtà, il motivo per cui ho fatto il film è proprio perché non le ho conosciute. Sto cercando di raccontare il mio punto di vista e della società. Con un pò di distanza. Per questo, la telecamera è posizionata, come per farvi vedere la storia a distanza. La coscienza ha più direzioni. Ecco perché alla fine Basry va a confessare, ció a cui ha assistitito”.

La madri del sabato di Istanbul, come le madri di plaza deMaio. Quando riuscirò, vorrei parlarvene piú a lungo, anche con le foto scattate, dopo una proiezione affollata e attenta. Ma vista anche la grande attenzione verso la Turchia, é ancor di più un film da vedere. E’ un film, in concorso per il premio della critica, a cui potevano partecipare anche tutti i presenti in sala. Io-uscendo-l’ ho votato, col massimo dei punti.