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Milano, un’esecuzione all’ora dell’aperitivo. Due morti

Milano. Spari tra la folla. In pieno centro. All’orario dell’aperitivo. Colpi di pistola alla nuca. Una firma.
Prima contro l’uomo. Poi alla donna, che correva con la figlia in braccio. Un’esecuzione, a Porta Romana, nel cuore di Milano.
Che storia c’é dietro il duplice delitto di Massimiliano Spelta, imprenditore incensurato- del settore degli integratori alimentari, e della sua giovane compagna dominicana Carolina Ortiz Paiano?
Tra i tavolini dei ristoranti raccontano di uno scooter e di due uomini col casco integrale. Descrivono un inseguimento, prima contro Spelta, poi degli spari contro la donna. Forse solo perché si è girata. E ha visto. Sette colpi, sparati tra la gente.
Da anni, a Milano non succedeva qualcosa del genere. Ci sono stati gravi fatti di sangue, ma sempre in periferia. Cosi, nel cuore della città bisogna tornare indietro, ad altri contesti per una scena cosí. Da Calabria. E’ la malavita, che alza il tiro? Presto per dirlo, ma quei colpi alla nuca richiamo codici ben noti in Aspromonte. O a Scampia. Codici di sgarri, vendette o affronti.
Qui, siamo nel cuore di Milano, una via che conosco e frequento molto. Per caso non ero lì. C’ero il giorno prima.

E ora la mia Porta Roma è macchiata del sangue di due persone. Uccise tra la gente. All’orario dell’aperitivo.

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