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Liguria, “Oltre il fango”

Oltre il fango. Ancora fango. Anche.

Il giorno prima che un altro pezzo di Liguria crollasse,  uno dei più celebri, avevo visto il film-documentario sull’alluvione di un anno fa, sempre alle Cinque Terre. Allora, Monterosso e Vernazza. Stavolta, un pezzo della via dell’Amore, a Rio Maggiore.

Allora, si contarono anche dei morti; stavolta  dei feriti. Ma gli interrogativi sulla tenuta del territorio, oggi come un anno fa, si ripropongono. I muretti a secco abbandonati, i canali coperti, le costruzioni degli anni ’60. Anche in un piccolo Paradiso terrestre, come il Parco delle Cinque Terre. Domande, che ritornano- cupe- davanti alla successione di scene, volti e fotogrammi del documentario “Oltre il fango”, proiettato al Milano Film Festival. La terra, che come una cascata piomba sulle strade. E raggiunge i primi piani delle case. Le auto, che come birilli, finiscono nelle scarpate. I pezzi di case, accatastate sulla spiaggia. Come quelle due poltrone bianche, che quasi ricostruivano un piccolo salotto. Sul fango di Monterosso, l’anno scorso. Mi colpirono, le fotografai.

“Come un bombardamento, anzi di più”. Gli occhi sgranati degli anziani, estratti dal fango che bloccava le loro case. I volti terrorizzati degli uomini e delle donne, soccorsi anche con l’elicottero, per lasciare quel mare di fango. Il terrore- incredulo – di tutti i residenti. Che fare, per evitare che si ripeta? Com’è potuto succedere? Le domande che ciascuno formula dentro di sé, assistendo a quelle immagini, ritornano ancora più forti, ora che un altro pezzo di quella terra bellissima viene giù. In modo molto meno drammatico, per fortuna. Che fare?

A Monterosso, hanno cercato di trasformare quel fango, in riscatto. In occasione di miglioramento: così nel documentario, si vedono ad esempio tutti i lavori fatti dentro al vecchio canale, tutta la nuova copertura, per rendere più sicuri gli interventi in caso di alluvioni. E così, anche a Vernazza: oltre il fango, c’è stata la voglia di ricominciare, di rimboccarsi presto e tutti le maniche, per guarire quel territorio ferito. C’è stata l’energia dei volontari. Come quelli che 15 giorni dopo sarebbero corsi a togliere il fango a Genova, ai primi di novembre. Questo documentario, voluto dal Comune di Monterosso, è un grande tributo anche a loro. A tutte le persone, che hanno fatto la loro parte. Per rinascere dal fango. Tutte quelle che hanno sentito- per dirla con le parole del regista Ermanno Olmi – che hanno sentito il richiamo della “realtà scomoda”. E sono scesi in strada, ad aiutare. Lasciata la propria poltrona. E a rinnovare il proprio patto con la terra.

La frana sulla via dell’Amore, però, dice che ancora non è così. E gli anniversari- talvolta- possono servire anche a ricordare le promesse, fatte soprattutto a chi, come Sandro, volontario di Monterosso travolto dall’alluvione, ha perso la vita per aiutare la gente del suo Paese.