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Petraeusgate, da storia di donne a guerra di spie

Da una storia di donne ad una guerra di spie, tra terrorismo internazionale e campagna elettorale. Il Petraeusgate entra nelle stanze più blindate di Washington. E diventa sempre più un affaire, di cui è difficile prevedere la portata.
Il Congresso chiama in causa la Casa Bianca. All’amministrazione Obama sarà chiesto infatti di chiarire chi abbia messo a punto il rapporto sugli attacchi dell’11 settembre a Bengasi, in cui morì anche l’ambasciatore americano in Libia. Nelle conclusioni firmate dall’ormai ex capo della Cia, David Petraues, dimessosi per una relazione extraconiugale, si indicava infatti esplicitamente il coinvolgmento di Al Qaeda. Ma l’ipotesi di un attacco terroristico manca del tutto nella relazione conclusiva. Chi ha tolto quel riferimento ad Al Qaeda, che avrebbe potuto allungare lo spettro del terrore sull’ America in piena campagna elettorale? E’ quello che il Congresso chiederà all’amministrazione, come ha annunciato il presidente della Commissione Intelligence del Senato- Dianne Feinstein – in un’intervista alla Nbc.
E’ stato lo stesso generale Petraeus, nella deposizione al Congresso..in cui si è scusato per il love affaire, ad ammettere che la Cia sapeva tutto–su Al Qaeda e Bengasi, ma altre agenzie federali hanno modificato il primo rapporto.
Il Petraeusgate sembra – dunque – essere solo cominciato.

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