Radio24 | Il Sole 24 ORE

Sequestro lampo per Spinelli, l’uomo che pagava le Olgettine

E’ l’ uomo che gestice la cassaforte personale di Silvio Berlusconi. E per questo è stato tenuto in ostaggio da una banda, che puntava a vendere all’ex premier un dossier sul Lodo Mondadori. Sequestro lampo il 15 ottobre per Giuseppe Spinelli, il fiduciario che – tra l’altro- pagava le Olgettine delle feste di Arcore. In una notte, in cui lui e la moglie sono stati sotto minaccia della armi, i banditi lo costrinsero a chiamare Berlusconi, per convincerlo a comprare il materiale che offrivano. Un foglio A4 e 7 ore e 41 minuti di registrazione su un incontro tra Gianfranco Fini – riferiscono – e i magistrati della causa civile del Lodo Mondadori.
“Il bandito mi ha detto- dichiara a verbale Spinelli-  che Fini avrebbe pregato i magistrati di aiutarlo a mettere in difficoltà Berlusconi e che per questo gli sarebbe stato grato per tutta la vita”. Un racconto che suscitò l’ilarità degli avvocati Ghedini e Longo, che “propendevano per un falso”. Era nella mani del capo della banda, un barese dalle scarpe rosse, il dvd e la chiavetta, il materiale cioé per il quale chiedevano 35 milioni, il 6% della condanna di Fininvest per il Lodo Mondadori. In nessun pc però riuscirono a mostrarlo a Spinelli, che pur “aveva quasi convinto Ghedini – riferisce- a pagare un pò”. Gli arresti sono arrivati d’urgenza, perché dalle intercettazioni era emersa l’intenzione di spostare in svizzera 8 milioni, che i pm pensavano fosse un anticipo del riscatto.
Restano – dunque- tanti misteri da chiarire in una storia che mescola vecchie guerre giudiziarie a più recenti conteste politiche. Ma soprattutto resta il racconto di una notte di terrore. “Ho pensato che ci avrebbero ammazzato. Ho tirato fuori un rosario – racconta la moglie- e abbiamo cominciato a pregare”.