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Boss fa tagliare 600 ulivi dai terreni confiscati

Nella zona, lo sanno tutti:  “é Saverio Mammoliti, detto Saro, a decidere se un terreno va venduto, chi deve comprarlo e a quale prezzo”. Chi non si piega a questa regola, subisce incendi, furti. Oppure trova distrutti gli ulivi secolari.
Ora i pm di Reggio Calabria e Palmi l’hanno ricostruito. “E’ stato il capoclan della zona, Saro Mammoliti– anche se sottoposto a regime di protezione — ad ordinare il taglio di 640 ulivi secolari, nel comune di Oppido Mamertina, dai terreni a lui confiscati e da quei possedimenti vicini, che la proprietaria non aveva mai voluto cedere. E’ la risposta violenta dei boss, alla confisca dei beni. E’ il messagio che il clan della zona manda ai giovani della cooperativa Valle del Marra, Libera Terra:  “Non insistete nel chiedere l’affidamento di quei terreni – spiega il gip Vincenzo Pedone nell’ordinanza – perché sono comunque nostri e faremo quello che ci pare”.
Con degli altri vicini, c’ erano in effetti riusciti. Dopo l’incendio, prima delle reti, poi di un casolare si erano fatti vendere 28mila ettari a picco sul mare, per 22mila euro, una cifra 4 volte più bassa del valore di una superficie, ambita pure per progetti turistici.  Da quelle parti, la potenza di una ‘ndrina si misura ancora nel vecchio modo,  “con l’estensione dei terreni”, scrivono i magistrati. E per averne sempre di più, sono disposti a tutto.