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Ndrangheta, altri 400 anni per le cosche del Nord

421 anni  di carcere, per la zona grigia della ‘ndrangheta al Nord. Quasi 5 milioni  di risarcimento, per le istituzioni danneggiate. E dalle gabbie volano gli insulti contro lo “Stato mafioso”.
In piedi per 55 minuti, il presidente della VIII Sezione Penale legge una sentenza che conferma come in Lombardia funzionari pubblici, imprenditori e forze dell’ordine siano stati al servizio delle cosche. Uomini come Carlo Chiriaco, ex direttore dell’Asl di Pavia, condannato a 13 anni,  per aver fatto da cerniera tra i boss e la politica; stessa pena, per Ivano Perego, imprenditore; 12 anni per il carabiniere accusato di fare la talpa; 18 anni per l’avvocato tributarista, che per i pm era anche il capo della “provincia lombarda”, Pino Neri. Gli uomini che hanno colonizzato la Regione più ricca d’Italia con le regole della ndrangheta dovranno ora anche risarcirla: 1 milione alla Lombardia, stabiliscono i giudici; mezzo per Palazzo Chigi, Viminale e Difesa; 300mila ad ogni Comune che ospitava strutture dei clan. In totale, aggiungendo i risarcimenti legati al fallimento delle  società di gruppo Perego, il conto è di circa 6,6 milioni.
Alla fine della lettura, applausi di scherno, insulti e grida partono dalle gabbie- piene- dell’aula bunker, come dagli spalti affollati dei parenti. Insulti (qui l’audio registrato INSULTI NDRANGHETA) contro i giudici, i politici e lo “Stato mafioso”: “siete voi i mafiosi, non noi”. Invettive contro la Regione Lombardia e la classe politica in generale (“ladri”), ma minacce  anche agli avvocati, come ai giornalisti. Come la giovane collega di Seregno, Ester Castano, già minacciata per il suo lavoro.
C’era una tensione molto forte nell’aula bunker, per questa seconda parte delle condanne per il maxiblitz dell’Operazione Infinito/Crimine, i 300 arresti del luglio 2010 tra Lombardia e Calabria che spiattellarono con l’evidenza dei numeri la profondità dell’infiltrazione della ‘ndrangheta al Nord, nella Regione più ricca d’Italia. Anzi, da allora in poi è più corretto parlare di “colonizzazione”.  La tensione nelle gabbie rimbalzava nelle lacrime dei parenti dei 44 imputati, sugli spalti. Lacrime, proteste, poi in un crescendo un applauso di scherno, insulti e grida.
Già l’anno scorso, altri 110 imputati- arrestati nello stesso blitz- furono condannati in rito abbreviato, in un’altra bunker. In mezzo ad una padanissima nebbia, la Lombardia condannava la ndrangheta che aveva in seno. Ora con questi altri verdetti, si fa ancora un passo in più. E’ la prima certificazione della zona grigia, al servizio delle cosche. Proprio come in Calabria.

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