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Napoli, buio e debiti sulla città

All’improvviso, la luce è stata quella della luna. All’improvviso, anche i lampioni sono stati avvolti dal buio. E delle (poche) luminarie natalizie non è rimasto che lo scheletro. All’improvviso, erano solo sagome scure quelle incontrate in giro. Per strade e vicoli del centro. Del pieno centro, di Napoli. Con la folla del Natale.
Quando venerdì sera l’illuminazione pubblica di blocco si è spenta, una malinconia fortissima ha avvolto – ancor di piu – Napoli, insieme ai colori di uno straziante tramonto. Tutto soffuso, tenue. Un presepe, illuminato solo dalle luci laiche dei negozi e delle case private. Nei vicoletti dietro piazza dei Martiri, io ed un mio amico non ci siamo ritrovati, nel buio. Qua e là, nei punti più distanti da bar e negozi, qualcuno accendeva i cellulari, per orientare i propri passi. Sul lungomare, liberato dalle auto, un unico faro era acceso: la luna, piena. Bellissima, candida, su una strada dove si è tornato a sentire il suono delle onde. In lontananza, i luccicchii di Capri.
Ma la sorpresa (e l’incanto, sempre) di quest’atmosfera antica, al terzo giorno di buio non può che diventare l’ultimo motivo di rabbia. E incredulità.
Blackout, guasti, misti a debiti milionari le possibili cause dell’oscurità calata lo scorso weekend sul centro di Napoli (e ora risolta, assicurano in Comune, dove già temevano per il Capodanno).
Una città che dopo l’emergenza rifiuti ora intravede quella del dissesto finanziario. Una città, che meriterebbe ben altro trattamento. Perché la luna non potrà sempre rischiarare le notti napoletane.

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