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Giallo 24, quando il mistero è on air

Gli antichi greci la chiamavano catarsi. Ed era il fine ultimo, che li portava ad affollare la cavea dei teatri, per seguire le gesta di madri che uccidono i figli, di figli che si accoppiano con le madri. O di padri spietati e maledetti. Insomma, delle peggiori storiacce. Capaci però di inchiodare per ore al trasmonto gli spettatori. Proprio come succede ora con i migliori gialli. E non a caso l’Edipo Re di Sofocle, una delle più note tragedie classiche, è stata definita “il primo giallo della letteratura occidentale” dallo scrittore inglese Wystan Auden.
Ma cosa porta persone dalla vita “normale e tranquilla” ad appassionarsi a storie così terribili e così apparentemente distanti? La domanda – vecchia proprio come il giallo – ci conduce dritto a quel buco nero, che è dentro ciascuno di noi. E chi fa sentire sempre più attratti dal signor Hyde, piuttosto che dal rassicurante dottor Jekyll, come ricorda anche Vincenzo Cerami, nei suoi “Fattacci”.
Anche per questo forse ha funzionato l’esperimento radiofonico ed ora anche editoriale  di Giallo 24, il mistero è in onda, divenuto ora anche un’antologia curata dal Giallo Mondadori, nelle edicole per tutto il mese di gennaio. Avevamo chiesto ai nostri ascoltatori di mettersi alla prova con un giallo, da scrivere nelle versione short per la radio e in una più lunga per il libro. In poco più di un mese siamo stati sommersi da dattiloscritti, circa 3mila da cui sono stati selezionati i dieci che avete ascoltato in onda – col commento di scrittori affermati – e che compongono ora quest’antologia. Storie molto diverse, ora illuminate dal sole abbacinante della Sicilia, ora avvolte dalla nebbia lattiginosa lombarda. Storie che però tessera dopo tessera ci portano a spasso nel fondo più torbido della storia d’Italia, dove talvolta i sentimenti diventano infezioni. I codici di mafia si affiancano alle cronache di violenza sulle donne; e assassini seriali vengono inseguiti da investigatori di altrettanto lungo corso.
In fondo, perché universali sono certe pulsioni, certi sentimenti che talvolta degenerano e possono diventare pure moventi dei delitti. Dolore, gelosia, amore, rabbia. Fame. Le stesse leve- se ci pensate- che stanno dietro alla trama delle tragedie classiche, di cui d’altra parte “gli spettatori già sapevano gli sviluppi, visto che conoscevano il mito. Non c’era la suspense della soluzione, ma come avviene nei telefilm dell’ispettore Colombo,  è il percorso dell’investigatore che avvince”, commenta Giorgio Ieranò, professore di Letteratura greca all’Università di Trento. Un nome noto ai lettori di Storiacce blog. Sono le tessere messe insieme una dopo l’altra, che riportano la chiarezza da una situazione oscura. E trasmettono quella purificazione che Aristostele indicava con la catarsi.
Proprio come nei migliori gialli, l’assassino è sempre il più insospettabile. E’ Edipo, che avvia un’inchiesta sul delitto del re, e scopre di essere lui il killer.
Mi ha appassionato quest’immersione nei gialli. Prima con Giallo 24, in onda su Radio24, ora con l’antologia del giallo Mondadori , che trovate nelle librerie. Ne torniamo a parlare  venerdì 4 gennaio alle 13.45 su Radio24. Con Franco Forte, direttore del Giallo Mondadori e anche con Giorgio Ieranò.

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