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Siracusa, a rischio la prossima stagione del dramma antico

Sopravvissuta a due Guerre Mondiali. Ma forse non alla crisi politica italiana, E al mix di correnti, faide e logiche di potere. Anche intorno alla cultura.

La prossima stagione del Dramma Antico di Siracusa potrebbe essere a rischio. A quattro mesi dall’inaugurazione, infatti, manca tutto. A cominciare dal sovrintendente. E questo, anche se stiamo parlando di uno dei pochi(ssimi) enti culturali, che invece di sopravvivere solo coi finanziamenti pubblici, produce ricchezza. Non solo culturale, anche economica. Ed è la principale impresa della zona.

I fatti sono questi: a dicembre è scaduto il contratto dell’attuale sovrintendente, Fernando Balestra. La nomina del successore o la conferma spetta al ministro della cultura, che fino ad ora però non si è pronunciato. E viste le imminenti elezioni, tutto fa pensare che possa toccare al futuro titolare della Cultura. Che si insedierà ai primi di marzo. A due mesi, dall’apertura della stagione.

Nel frattempo, il sindaco di Siracusa, Roberto Visentin, per statuto anche presidente della Fondazione (anche se l’ ente è nazionale!), non ha prorogato il contratto – ad interim- al sovrintendente uscente. Aveva altro a cui pensare. Visto che il due gennaio ha lasciato la guida del Comune di Siracusa, per candidarsi con Monti, lasciando il Pdl. Tra le ire dell’ex ministro concittadino, Stefania Prestigiacomo.

A tutto questo si aggiungono faide interne e correnti contrapposte in seno al Consiglio di Amministrazione dell’Inda, Istituto Nazionale del Dramma Antico.  Che ha già inviato al titolare della Cultura una propria terna di possibili candidati. Senza sbloccare però la situazione.

Così ora a Siracusa, invece di risuonare la voce del coro – che negli altri anni, di questi tempi stava forse già provando, o di sicuro sarebbe già al lavoro – suona l’allarme rosso. Per il rischio che a maggio le tragedie non vadano in scena. L’ansia coinvolge l’intera città (e non solo).  E tutti quelli che lavorano intorno all’eccezionale spettacolo delle tragedie, che riempie la cavea di questo meraviglioso teatro greco. Scenografie, costumi, attori. Luci. Oltre ad alberghi, ristoranti, tutto ciò insomma che possa essere inserito sotto la voce turismo. Quello che tutti difendono. A parole. Proprio come la cultura.

Per cercare di evitare che il palcoscenico resti vuoti di eroi, miti e divinità Siracusa si mobilita. E raccoglie firme, per mettere in sicurezza la prossima stagione. E uno dei gioielli della nostra Cultura. Qui il link alla petizione