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Audiodramma in teatro, “L’Etica del parcheggio abusivo”

Ad un certo punto, ho provato a chiudere gli occhi. E mi sembrava di stare in un bar.  Seduta ad un tavolino, accanto a quello di un uomo e una donna. Loro sono concentrati su un parcheggio. E sulle loro parole, impregnate del profumo del caffé, del respiro della pioggia, degli odori delle persone che si avvicinano al bancone. Parlano di Mario, quell’uomo – un investigatore- e Olga, dalle forme abbondanti. Parlano di auto da lasciare nella grande metroopoli, ma anche di ossimori, palindromi e anafore. Parlano delle prove a cui  “il Mario” sottoponeva i suoi aspiranti clienti. Ho gli occhi chiusi e mi sembra di stare seduta dentro quel Suv, dove si sviscerano ora ragioni e risentimenti e dove prima si sono già consumate forti passioni.

Piove sul tettuccio dell’auto. E ogni goccia si amplifica.

Io e tantissime altre persone eravamo state catapultate in quell’auto. Indossando semplicemente una cuffia. Ma restando comodamente sedute nelle poltrone del Teatro Elfo Puccini di Milano. Potenza del suono. Potenza delle voci, cucite con maestria nell’audiodramma “L’Etica del Parcheggio abusivo”, scritto da Elisabetta Bucciarelli con la regia di Sergio Ferrentino. Uno spettacolo, per entrare dentro la radio. E poter anche vedere il dietro le quinte di quello che in origine è pensato solo per essere ascoltato. Un audiodramma, appunto.

A Courmayeur, durante il Festival del Noir, avevo già assistito allo spettacolo firmato da Massimo Carlotto, “Il Giardino di Gaia”, altra tappa dello stesso progetto- “Autorevole” di Ferrentino e della Fonderia Mercury, (da cui è possibile scaricare le registrazioni) che ha coinvolto pure Carlo Lucarelli, Pino Corrias e Sandrone Dazieri.

Un’esperienza rara, che ci fa ricordare di un senso non sempre adeguatamente valorizzato, l’udito. Che ci apre orizzonti, in braccio ai suoni e alle parole.

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