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Lombardia, dove la corruzione inquina. In silenzio

E’ la Regione col 10% delle inchieste per traffico illecito di rifiuti. Eppure, nessuno sembra saperlo. E in pochi paiono preoccuparsene. Nemmeno una parola anche all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Eppure, succede anche in Lombardia.  Quello che ci fa rabbrividire nella cronaca dalla Campania o Calabria. Case costruite su sostanze tossiche, cantieri sequestrati per rifiuti illeciti; linee ferroviarie riempite di scorie; scarti di industrie smaltiti non come si dovrebbe. Se nell’  agroaversano sono spuntati anche i laghetti artificiali – per coprire i rifiuti tossici che la camorra ha fatto nascondere nei terreni dove pascolano le bufale – in Lombardia le indagini hanno lambito anche grossi progetti immobiliari, come Santa Giulia, Buccinasco Più. E toccato in vario modo anche marchi celebri come le cariere Binda o la Riso Scotti. La Lombardia è anche la terza Regione d’Italia dove la corruzione inquina di più. 78 le inchieste, per corruzione legata ad attività dal forte impatto ambientale tra gennaio 2010 e settembre 2012. E tutto sembra destinato a peggiorare, visto che è proprio nei cantieri – in quel movimento terra che da sempre è la prima e principale attività di infiltrazione – che la ndrangheta spadroneggia. Col suo esercito di “padroncini”, come scrive il gip Giuseppe Gennari nelle varie ordinanze sulla malavita calabrese al Nord. Un esercito di padroncini, che controlla le truppe a cui dà lavoro. E di cui non esita a gestire e a vendere il voto.

A fronte di tutto questo quali risposte ci sono? La perdita per gli uomini dell’Arpa dello status di pubblici ufficiali. Con la riduzione nei fatti, visti i numeri delle forze dell’ordine, della possibilità di accesso nei tanti cantieri aperti della Milano, che si prepara all’Expo. Perché solo l’ispezione dal vivo riesce a verificare quello che le carte recitano. Come anche coi materiali trasportati dai camion, come indagini- tipo Tenacia- hanno dimostrato. Contemporaneamente, a livello nazionale non è mai entrato in vigore Sistri- il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti. Era stato anche stipulato un accordo tra Ministero dell’Ambiente e Selex di Finmeccanica (che ha avuto poi altri guai suoi giudiziari).

Davanti a questa  situazione, la Lombardia – a cui la Commissione parlamentare d’inchiesta dedica quasi mille pagine – deve avere ben chiaro lo scenario estremo. Lo sfregio delle montagne di immondizia per strada, come nelle cicliche emergenze di Napoli; o gli illeciti della Leonia di Reggio Calabria, municipalizzata responsabile della raccolta dei rifiuti. Gli arresti sono avvenuti il giorno dopo lo scioglimento per mafia del primo capoluogo di Regione. Il rischio è (anche) questo.  Ed è quello che ho cercato di trasmettere sabato, al convegno su Legalità, Ambiente ed Istituzioni. Il semplice racconto di quel che mi è rimasto di inchieste, casi o emergenze che ho seguito. Le complessità, gli intrecci, gli intrighi, la delicatezza di questo tema- l’ambiente – troppo colpevolmente sottovalutata, era nelle parole – tra gli altri – di alti magistrati, come Federico Cafiero De Raho- il procuratore che ha coordinato tutte le indagini sui casalesi; o Antonio Esposito, presidente di Sezione alla Corte di Cassazione.

*Ho potuto, purtroppo, ascoltare solo parte del dibattito, perché sono dovuta rientrare in redazione. Ma Vas Lombardia , l’associazione Verdi Ambiente e società che l’ha organizzato, credo abbia registrato tutto.