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Violenza alle donne, “Questo non è amore”

C’è Sara che rivive quella vigilia di Natale, quando lui “è entrato in casa con un manganello nero“. E c’è Elena, a cui ancora oggi, “la carezza di un uomo fa venire i brividi“.
C’è la madre di Veronica, che ogni giorno va a trovare al cimitero la sua bimba, uccisa dal suo ex. E c’è Giovanna, che ancora piange quella favola d’amore, in cui credeva. C ‘è la testimonianza di Antonio, che raccoglie le denunce delle vittime. E c’è pure la confessione  di chi è stato dall’altra parte. “Sono alto 1 metro e 86, peso 80 kg e ho messo le mani addosso alla mia ragazza“, racconta Francesco.
Ci sono storie in cui il sentimento degenera in infezione. Ci sono storie, in cui la violenza si impossessa della casa e la trasforma in inferno. Ci sono storie – troppe storie – che diventano trappole, per troppe donne. Stanze da cui è impossibile scappare; abbracci da cui è difficile liberarsi. Anche quando si è perfettamente consapevoli che “Questo non è amore”, titolo del libro-inchiesta (Marsilio), firmato dalle colleghe del blog La27esima ora del Corriere della Sera.
L’ avevano scoperto pure Greta, Emma, Rosaria, Amal, Monika: tutte vittime della violenza che ti può uccidere all’improvviso, con un colpo di pistola o spegnerti ogni giorno di più, con le ripetute umiliazioni. Nell’Italia del 2013, ci sono ancora storie, troppe storie, che finiscono con occhi neri, lividi sulle gambe e polmoni pieni di lacrime. E di dolore. E ci sono ancora storie – troppe storie – che finiscono col corpo, freddo, di una donna. Uccisa da quell’ uomo che un tempo le prometteva amore.
Il femminicidio è una strage continua e silenziosa, che nemmeno la legge sullo stalking è riuscita a fermare, anche se un pò l’ha frenata. Almeno 113 le donne ammazzate solo nel 2012. Una strage che si consuma tanto nei paesini del Sud, quanto negli eleganti loft milanesi. Una strage, a cui A Ciascuno Il Suo dedica sabato 2 marzo (8.30- Radio24) la rubrica di questa settimana, partendo – stavolta – proprio dalla prospettiva, scelta dalle colleghe de La 27esima Ora:  “Questo non è amore”. E partendo dalla voce di Clementina Iannello. Da sette anni, è per tutti solo  “la mamma di Veronica”, da quando cioé la figlia, 19 anni, è stata uccisa dall’ ex fidanzato. Con un colpo di pistola. Alla nuca.
“Come un castello di sabbia, tutto è crollato”, racconta. “Un bastardo mi toglie la figlia e l’avvocato tira in ballo la minigonna“, si dispera e si infuria Clementina. Mentre racconta il mondo che si sgretola, il dolore che scolora tutto. E che diventa rabbia, davanti all’ immagine in tv, tra i fornelli, dell’assassino di sua figlia, un ex agente della Guardia di Finanza.
Ma anche un dolore così acuto può trasformarsi in energia positiva. E Clementina sta per inaugurare a Mondragone, nel casertano, terra di camorra e di soprusi, una casa di accoglienza per donne maltrattate: “La Casa di Very”, in un palazzo confiscato ai boss.

Le storie delle donne maltrattate, picchiate, abusate, quando non ammazzate tolgono il fiato. E spaventano.  Così simili, così numerose, così vicine. Così uguali anche quando le vittime sono diverse: ora donne con carriere internazionali. Ora ragazzine, con gli occhi innamorati; ora italiane di seconda generazione. Un brivido attraversa la schiena, leggendo “Questo non è amore”. Perché davvero ti chiedi se tutto questo, quest’inferno di botte, umiliazioni e violenze, possa mai capitare anche a te o alla tua amica. E sono interrogativi che rimbombano – lo confesso – anche nella testa della cronista, che pur è abituata ad incrociare tante storiacce.
Tutti noi intersechiamo tante vite, in ogni servizio e in ogni realtà in cui all’improvviso – per qualche giorno – siamo catapultati. E un pò di quelle vite e di quei dolori ce li portiamo dentro. Uno sguardo, un viso, una parola. Ma le storie di queste donne, vittime della più infida delle violenze, perché nascosta nei tratti dell’uomo che si ama(va), ti lasciano dentro anche la paura di un fantasma. Che può apparire pure nella tua vita, sotto le vesti di un nuovo incontro, dietro l’illusione di un corteggiamento o l’inganno di un nuovo (finto) amore.
Ho provato anche questa sensazione, leggendo le tante storie che compongono il libro. Una sensazione che ho condiviso con Giusi Fasano (qui l’audio del colloquio), collega del Corriere della Sera e una delle autrici di “Questo non è amore”, insieme ad Alessandra Coppola, Giovanna Pezzuoli, Luisa Pronzato, Laura Ballio, Corinna De Cesare, Carlotta De Leo, Giusi Fasano, Angela Frenda, Sara Gandolfi, Paola Pica, Rita Querzé, Mara Serafini, Elena Tebano, Stefania Ulivi, Marialuisa Villa.
“Può capitare a chiunque di noi innamorarsi di un uomo, che sembra il grande amore, quello che ti salverà. E poi scopri che invece non è così”, riflette Giusi. E scopri, leggendo queste storie, che pure donne che avrebbero avuto tutti gli strumenti culturali, per stare lontane – in teoria- da inganni di questo tipo, “poi per troppo amore, finiscono per perdonare o – riflette Giusi – anche per autoinfliggersi colpe che non esistono”.
La teoria di facce sofferenti che si compone dietro le pagine del libro ti investe. Con un senso di profonda insicurezza. Per fortuna, però, almeno ora la sensibilità delle famiglie e degli operatori – oltre a quella delle stesse donne – sta profondamente cambiando. E se ancora succede, come è capitato a Giovanna, di non essere credute, sono diminuite quelle madri e quei padri che alla figlia tornata a casa con l’occhio nero, rispondono: “è stato solo un momento di nervosismo, dai, lui ti vuole bene”. E di meno sono anche quei poliziotti e quei carabinieri che difronte ad una donna in lacrime, che vuole denunciare, obiettavano: “ma lei è sicura? torni a casa, faccia la pace”.
Succedeva spesso fino a qualche anno fa. Ora almeno questo, sta cambiando. E questo è merito anche di continue campagna di sensibilizzazione, come quella che il blog La27esima Ora sta portando avanti da tempo.